SIMON SCARROW e T.J. ANDREWS.
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IL SANGUE DEL NEMICO.
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Ciclo: I CONQUISTATORI 2.
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Titolo originale: Invader: Blood Enemy. 2014.
Traduzione di: Francesca Noto.
2015. Newton Compton Editori, ROMA.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Versione digitale fornita da: Amedeo Marchini.
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L'AUTORE.
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Simon Scarrow  nato a Lagos, in Nigeria quando ne era ancora la capitale, da genitori inglesi. Ha vissuto in molti paesi, tra cui Hong Kong e le Bahamas, prima di stabilirsi in Inghilterra, dove si  laureato all'Universit dell'East Anglia a Norwich, dopo di che si  dato all'insegnamento, come professore di letteratura, prima all'East Norfolk Sixth Form College e poi al City College Norwich.  considerato un grande esperto di storia romana ed ha sempre alternato all'insegnamento ed alle conferenze la sua grande passione: la scrittura. Nel 2005 ha lasciato a malincuore l'insegnamento per potersi dedicare totalmente ai suoi libri. Per approfondire le sue conoscenze, e poterle poi riportare nei suoi romanzi, ha effettuato numerosi viaggi in Italia, Grecia, Turchia, Giordania, Siria ed Egitto.
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Al momento Simon Scarrow ha pubblicato 38 romanzi di cui ben 37 di genere storico. Molto famosa la sua prima serie di romanzi, successivamente denominata Eagles of the Empire, Aquile dell'Impero, tutta incentrata sulla storia dell'Impero romano, composta finora da 18 libri scritti fra il 2000 ed il 2019. Dal 2006 al 2010 Scarrow ha pubblicato una seconda serie di romanzi, denominata Revolution Series, composta da quattro opere, con un'ambientazione diversa, ovvero a cavallo dell'Ottocento e con protagonisti Napoleone Bonaparte e Arthur Wellesley.

Tra il 2012 ed il 2013 Scarrow ha pubblicato una terza serie, denominata Arena, formata da cinque romanzi, ancora ispirati al mondo dei gladiatori dell'epoca romana. Tra il 2014 ed il 2015 ha inoltre pubblicato una quarta serie di cinque romanzi, denominata Invader, I conquistatori, in cui si approfondiscono le gesta della Seconda Legione di Roma gi trattate nei primi romanzi della "Eagles of the Empire Series".
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Dal 2011 al 2014 Scarrow ha pubblicato una ulteriore serie di quattro romanzi, detta Gladiator Series, in una collana dedicata ai ragazzi, che narrano le vicende del giovane Marco Cornelio Primo ambientate nel mondo dei gladiatori. A differenza delle altre serie, che raccontano episodi del primo secolo dopo cristo, in questa i protagonisti vivono nel mondo romano del primo secolo avanti cristo. Infine, nell'arco del 2019 Scarrow ha completato la pubblicazione di una serie di cinque romanzi, detta Pirate series, che approfondiscono la vita e la carriera del pirata Telemaco gi visto in romanzi precedenti.
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Dopo aver prodotto altri romanzi singoli, nel 2017 Simon Scarrow, per la prima volta, ha lasciato il romanzo storico per realizzare un thriller, intitolato Playing With Death, uscito in Italia nel 2018 con il titolo L'ultimo testimone. Per questo romanzo Scarrow si  avvalso della collaborazione del suo allievo Lee Francis. Simon Scarrow ha annunciato per l'agosto 2020 la pubblicazione, in Inghilterra, del suo nuovo lavoro ambientato durante la seconda guerra mondiale, dal titolo Blackout.
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Tutti i personaggi di questo racconto sono immaginari e qualunque analogia con persone reali, esistenti o esistite,  puramente casuale.
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LORGANIZZAZIONE DELLESERCITO ROMANO IN BRITANNIA, 44 D.C.
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Come ogni altra legione romana, i combattenti della Seconda legione erano annoverati fra i migliori soldati dellantichit. Molto qualificati, ben equipaggiati e disciplinati, erano sottoposti a un duro regime di addestramento meglio definito come battaglia senza spargimento di sangue. Ma da loro ci si aspettava ben altro: che fossero in grado di allestire fortini e castra, costruire strade e ponti, cos come adempiere a una cospicua variet di doveri in tempo di pace nelle province
conquistate. Spesso trascorrendo anni agli infidi confini dellimpero, il legionario era al contempo soldato, ingegnere e amministratore locale. Uno dei motivi del successo delle legioni sul campo di battaglia era la loro struttura efficiente.
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Ogni legione disponeva allincirca di cinquemilacinquecento fanti. Lunit militare di base era la centuria di ottanta uomini. Sei centurie costituivano una coorte e dieci coorti formavano una legione; rispetto alle altre, la Prima coorte contava il doppio degli effettivi. Il comando di questo impressionante esercito mobile spettava al legato, un aristocratico inevitabilmente al vertice della scena politica di Roma che, a sua volta, disponeva di sei tribuni e un tribuno militare, tutti provenienti da ambienti privilegiati. Seguivano poi i centurioni: la spina dorsale della legione, ufficiali risoluti messi al comando di ogni centuria. Sotto ogni centurione, il suo vice comandante: loptio.
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Personaggi principali.
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Romani.

Orazio Figulo: optio della Sesta Centuria, Quinta Coorte della Seconda Legione, e ufficiale
comandante del distaccamento assegnato a proteggere Trenagaso.
Tito Terenzio Rullo: il legionario che da pi tempo serve nella Sesta Centuria, secondo in
comando del distaccamento capeggiato da Figulo.
Gaio Arrio Helva: nuova recluta dalla Campania.
Sesto Porzio Bleso: un legionario nato e cresciuto sulla frontiera del Reno.
Numerio Scilla: inviato imperiale da Roma che accompagna Trenagaso a Lindinis.
Tito Cosconiano: prefetto a capo della coorte ausiliaria dei Batavi alla fortezza della
vessillazione a Lindinis.
Manio Albio Cetego: legionario in pensione.
Lucio Ovidio Scrofa: centurione a capo della base navale di Noviomagus.
Britanni
Cogidubno: re dei Regni, e fedele alleato di Roma.
Trenagaso: nobile Durotrigio esiliato che sta tornando a Lindinis per diventare re, con
lappoggio di Roma.
Ancasta: la figlia del re.
Quenataco: il capo tribale attuale a Lindinis.
Lorganizzazione dellesercito romano in Britannia nel 44 d.C.
Come ogni altra legione romana, i combattenti della Seconda Legione erano tra i migliori
soldati del mondo antico: ben addestrati, ben equipaggiati, disciplinati e soggetti a un durissimo regime
di addestramento altrimenti detto battaglia senza sangue. Ma ci si aspettava anche che fossero capaci
di costruire forti e accampamenti, strade e ponti, oltre a gestire molti altri compiti in tempi di pace,
nelle province da loro conquistate. Costretto spesso a trascorrere diversi anni di seguito presso le
frontiere pi pericolose dellimpero, il legionario era insieme un soldato, un ingegnere e un
amministratore.
Uno dei motivi del successo delle legioni sul campo di battaglia stava nella loro struttura
efficiente. Ogni legione contava circa cinquemilacinquecento uomini. Alla base della struttura cera la
centuria: lunit militare primaria dei Romani, fatta di ottanta legionari. Sei centurie formavano una
coorte, e dieci coorti una legione; la Prima Coorte contava un numero doppio di uomini. A comandare
questo impressionante esercito era il legato, un aristocratico che di solito era in ascesa nei circoli
politici di Roma. Era aiutato da sei tribuni e un tribuno militare, tutti di estrazione privilegiata. Al di
sotto di questi uomini cerano i centurioni: la spina dorsale della legione, duri ufficiali che
comandavano ciascuno una centuria. Sotto a ciascun centurione cera un vice, loptio.
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Capitolo 1.
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Noviomagus, inverno del 44 d.C.
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Mentre la galea romana virava sul mare grigio e inquieto, loptio Orazio Figulo se ne stava sul
ponte di poppa a guardare verso la base navale davanti a loro. La struttura era stata costruita nellampio
porto naturale che si allungava intorno alla nave sotto a un cielo freddo e pallido. Una fila di schiavi
avanzava verso i moli, portando le vettovaglie da caricare su diverse navi attraccate. A est della base
navale, Figulo not un brulicante villaggio nativo: Noviomagus, capitale della trib dei Regni, che
erano tra i pi fidi alleati di Roma in Britannia.
Arriveremo in breve tempo, annunci il trierarca, alzando la voce per farsi sentire al di sopra
del forte vento che investiva la nave.
Grazie agli di, comment tra i denti il legionario veterano accanto a Figulo. Dannato mare!
Preferirei imparare il greco, che trascorrere un altro istante su questa maledetta nave.
Figulo lanci unocchiata alluomo. Tito Terenzio Rullo aveva un colorito malsano, mentre si
afferrava alla murata per mantenere lequilibrio contro il continuo rollio della Proteus. Con tutte le
operazioni via mare che hai affrontato con la Seconda Legione, mi sembra strano che tu non ci sia
abituato, ormai.
Rullo fece una smorfia. Mi sono unito alla Seconda Legione per stare lontano dal mare, optio.
Mio padre era un pescatore, a Genua. Ogni tanto mi portava in barca con s. Io non sopportavo il fetore
di tutte quelle interiora di pesce. Quando ho compiuto sedici anni, mi sono arruolato e ho giurato che
non avrei pi messo piede su una barca. E ora eccomi qui. Scosse la testa con amarezza. Mi
sembra di passare pi tempo sul mare che sulla terraferma, ultimamente.
Il trierarca sent la loro conversazione.
Voi vermi di terra non fate che lamentarvi. Pensate che questo sia brutto? Aspettate di arrivare
nel pieno dellinverno; il mare diventa pi agitato di una puttana dellAventino, allora.
Un momento. La flotta non rester nel porto, durante linverno?, domand Figulo, girandosi
verso luomo. Il morso gelido del vento gli ricordava che la campagna attuale, in Britannia, sarebbe
presto terminata. Quando faceva troppo freddo per marciare e combattere, i soldati trascorrevano i mesi
invernali nel forte di Calleva, con nientaltro che vino e dadi per alleviare la noia delle interminabili
esercitazioni e ispezioni.
Il trierarca schiocc la lingua. Magari potessimo avere questa fortuna. La flotta dovr
mantenere le operazioni per tutto linverno. Ordini del legato.
Figulo aggrott la fronte. E perch? La campagna di Vectis sar sicuramente finita, a quel
punto.
Duemila uomini della Seconda Legione erano stanziati sullisola di Vectis, al largo della costa
meridionale della Britannia, intenti a combattere contro una banda di Durotrigi fanatici, rinomati
guerrieri di una trib ostile a Roma. I Durotrigi avevano organizzato una tenace resistenza contro gli
invasori romani. Tuttavia, le legioni avevano spezzato la resistenza nemica grazie alle loro conoscenze
nellarte dellassedio e alla disciplina tattica sul campo di battaglia. I resti delle forze della trib nativa
avevano spostato il loro quartier generale sullisola di Vectis. Da l, continuavano a lanciare attacchi
alla terraferma, costringendo il nuovo legato della Seconda Legione a inviare degli uomini a
distruggere lopposizione una volta per tutte.
S, questa campagna potrebbe finire presto, per voi, ammise il trierarca. Ma le tempeste che
ci sono state hanno distrutto i rifornimenti provenienti dalla Gallia. La met delle navi  stata
danneggiata o  andata dispersa in mare, e cos lintera maledetta provincia ora rischia di morire di
fame, se non riusciremo a risolvere il problema. Strinse gli occhi, fissando lorizzonte. Continueremo
a navigare fino a primavera. Almeno credo. Sar un lungo, lunghissimo inverno per noi poveri bastardi.
Ricordatevelo, quando sarete al caldo e al sicuro nelle vostre comode caserme, con un boccale di vino e
un pasto caldo a riempirvi lo stomaco.
Con un sospiro finale, il trierarca torn a prua per parlare con uno dei suoi aiutanti, lasciando
soli Figulo e Rullo. Il veterano guard per un attimo il comandante della nave, prima di scuotere la
testa. Temo che per noi le cose non andranno molto meglio, questinverno, signore.
Che intendi dire?
L dove stiamo andando, intendo. Sai anche tu cosa hanno raccontato gli uomini di Lindinis. Il
buco del culo dellimpero, lo chiamano. Quel posto, a quanto pare,  uno degli insediamenti pi
primitivi dellintera Britannia, ed  tutto dire.
Sciocchezze!, sbuff un altro soldato. Gli uomini dicono le stesse cose di tutta questa
maledetta isola. A dire il vero, comincio a chiedermi se non ci sia un posto che non sia uno schifo, da
queste parti.
Figulo si gir verso luomo. Era un grosso soldato dalla barba incolta, di nome Sesto Porzio
Bleso, ed era lunico legionario che Figulo avesse mai incontrato con un fisico pi possente del suo.
Bleso aveva anche un carattere che rispecchiava quella sua stazza notevole. Lontano dal campo di
battaglia, era un pigro giocatore dazzardo a cui importava soltanto di avere un otre di vino a portata di
mano. Ma nel sangue e nel sudore di uno scontro, diventava un soldato senza paura che scatenava il
terrore nel cuore degli avversari. Figulo era ben contento di averlo dalla sua parte.
Rullo scosse la testa. Penso che per Lindinis sia una faccenda diversa. Sai come sono i
Durotrigi. Ci odiano a morte, pi di qualunque altra trib della Britannia. Non credo proprio che
riusciremo a governarli senza che creino problemi.
Motivo in pi per avere una buona scorta di vino, quando saremo sbarcati, dichiar Bleso,
fregandosi le mani e schioccando le labbra. Ho sentito che a Noviomagus ci sono donne e vino a
volont. E ho deciso che assagger entrambi, stanotte.
Rullo scoppi a ridere. Voi Germani siete tutti uguali. Vi interessa soltanto sapere dove sar la
prossima bevuta.
Ci sar tutto il tempo di divertirsi con le donne, pi tardi, intervenne Figulo. Prima
dobbiamo portare a termine la missione.
Un brivido gelido serr le viscere delloptio, al pensiero del compito che gli era stato affidato
dal legato della Seconda Legione. Lucio Eliano Celere gli aveva ordinato di guidare un distaccamento
di soldati della Sesta Centuria verso lentroterra. Dovevano scortare senza indugi un inviato imperiale e
un nobile durotrigio in esilio fino al remoto insediamento di Lindinis. Giunti l, avrebbero dovuto
aiutare il nobile, Trenagaso, a diventare il nuovo re della trib. Loptio era stato scelto dopo aver
salvato alcuni prigionieri romani dalle grinfie dei nativi a Vectis. Ma scortare quelluomo attraverso il
territorio dei Durotrigi non sarebbe stato affatto facile. Figulo lo sapeva. Aveva combattuto in quelle
terre lestate precedente, e anche dopo che i Durotrigi erano stati pesantemente schiacciati in battaglia, i
loro guerrieri messi in rotta e i druidi scacciati dalle loro colline fortificate, si erano rifiutati comunque
di arrendersi. Adesso passava raramente un giorno senza che un convoglio di rifornimenti finisse sotto
attacco, o che un forte lontano dagli altri venisse raso al suolo. Era molto probabile che il suo
distaccamento subisse degli agguati. Peggio ancora, Celere lo aveva avvertito del fatto che se fosse
successo qualcosa allinviato imperiale o al nobile durotrigio, sarebbe stata la fine della sua carriera
militare. Scacciando con forza quei pensieri spiacevoli, Figulo torn a fissare Rullo, mentre il veterano
aguzzava lo sguardo oltre la prua e sputava oltre la murata della nave.
Dovevamo restare a Vectis, borbott luomo, sottovoce. Proteggere un nobile in esilio e il
suo lacch imperiale non  un lavoro da veri soldati. Almeno, se fossimo ancora a Vectis, faremmo
qualcosa di pi appropriato, potremmo batterci seriamente con il nemico. Lanci a Figulo un sorriso
dai denti ingialliti. Per non parlare del fatto che avremmo la nostra parte di bottino. Quel denaro in pi
mi avrebbe fatto comodo per la pensione, soggiunse, con aria risentita.
Figulo si strinse nelle spalle. Il legato ha detto che voleva i suoi uomini migliori, per questa
missione. E a quanto pare siamo noi. Perci, eccoci qui.
Bleso scosse il capo e scoppi in una cinica risata. A volte preferirei essere un soldato
incapace, signore. La mia vita sarebbe molto pi semplice.
I suoi uomini migliori, hai detto?. Rullo accenn con il mento a un giovane legionario.
Incluso quellidiota?.
Tutti gli occhi si puntarono sul giovane piegato oltre il bordo della nave, intento a svuotare
violentemente lo stomaco nelle acque agitate sotto di lui. Figulo osserv Gaio Arrio Helva che
continuava a vomitare, gemendo forte sopra il sibilo e il risucchio del mare, in mezzo al divertimento
generale degli altri soldati riuniti sul ponte. Helva era nato e cresciuto in Campania, ed era una delle
nuove reclute che di recente si erano unite alla Sesta Centuria, tra le riserve che stazionavano a
Gesoriacum. I ranghi della Seconda Legione erano stati decimati, dopo linvasione della Britannia, e
ogni nuova recluta veniva guardata con sospetto dai veterani che sapevano per esperienza quanta
differenza potesse esserci tra il pur rigoroso addestramento dei legionari e le vere battaglie. Ma fino a
quel momento, Helva era riuscito a farsi rispettare, nonostante qualche ingenuit e una certa
avventatezza giovanile, che lo stesso Figulo ricordava di aver provato nei suoi primi anni da legionario.
Helva aveva implorato Figulo di includerlo nel distaccamento, e loptio aveva avvertito una
determinazione incrollabile, nella giovane recluta, di dimostrare il proprio valore ai compagni.
Lentusiasmo e il carattere allegro del ragazzo erano ottimi per il morale degli uomini, e inoltre
sembrava nato per maneggiare qualsiasi arma, dunque alla fine aveva deciso di portare anche lui.
Adesso, in realt, cominciava a pentirsene.
Si fotta Nettuno!, gracchi Helva, raddrizzandosi e dando le spalle al mare. Sul suo volto non
cera pi traccia di colore e gli si leggeva una profonda disperazione negli occhi. Giuro su tutti gli di
che non rimetter mai pi piede su una nave in vita mia.
Gli altri scoppiarono a ridere. Perfino Rullo non riusc a trattenersi, dimenticando il disagio che
a sua volta provava per la vita di mare. Stupido bastardo, gli grid. Se non vuoi pi mettere piede su
una nave, come diavolo farai a tornare a casa?.
Helva si pul la bocca con il dorso della mano e ci pens su per un attimo. Poi sgran gli occhi.
Oh, merda.
Figulo ridacchi di cuore, accennando al porto. Ragazzo, le tue sofferenze sono quasi alla fine.
Stiamo per sbarcare.
La Proteus scivol lungo le acque del porto, dirigendosi verso un ormeggio vuoto tra due galee
di trasporto. Figulo not un molo asciutto, alla sinistra della struttura, dove un paio di navi erano state
sistemate per riparare i danni causati agli scafi dalle recenti tempeste. Proprio in quel momento, un
secco grido sal da uno degli aiutanti a terra, e il trierarca inizi ad allineare la prua della nave, mentre
gli aiutanti a terra si mettevano in azione, afferrando le cime alle due estremit della nave e
assicurandole rapidamente ai robusti paletti sistemati lungo il bordo della banchina. Agganciate le
cime, il trierarca si riemp i polmoni e diede lordine di abbassare la passerella. Figulo ordin allora ai
due gruppi di uomini sotto il suo comando di sbarcare. Uno dopo laltro, i sedici soldati della Sesta
Centuria scesero lungo la stretta passerella di legno e si disposero in formazione lungo il molo. Helva
avanz barcollando a pochi passi da Figulo, ringraziando a mezza voce gli di per la fine di quella
tortura.
Loptio si guard intorno. Le sentinelle pattugliavano i camminamenti sopra al cancello
principale a nord, controllando la base navale mentre i sorveglianti spronavano gli schiavi, con lo
schiocco acuto delle loro corte fruste che riecheggiava violento lungo linsenatura, e gli uomini
continuavano a trasportare cesti verso ognuna delle navi attraccate, caricandole per il loro ritorno a
Vectis. Il costante flusso di navi che entravano e uscivano dal porto era diventato ormai la normalit da
settimane, consider Figulo. I Durotrigi preferivano morire in battaglia che sottostare allumiliazione
della sconfitta e, per i soldati rimasti a Vectis, conquistare lisola sarebbe stata unimpresa lunga e
sanguinosa. Una battaglia combattuta un miglio dopo laltro, un giorno dopo laltro, finch lultima
goccia di sangue nativo non fosse stata versata.
Rullo ne richiam lattenzione, accennando con lo sguardo al campo daddestramento.
Laggi, signore.
Figulo si guard intorno. Ledificio della base navale si trovava in fondo ai moli, fiancheggiato
ai due lati dalle caserme. Due soldati stavano marciando rapidi verso di lui, provenienti dalla struttura.
Uno di loro indossava un elmo con la caratteristica cresta che lo identificava come centurione. Mentre i
due superavano il porto, gli schiavi si affrettarono a scostarsi per farli passare. Il centurione si ferm di
fronte a Figulo, lanciando una breve occhiata al bastone da optio che portava. Poi si schiar la gola.
Immagino che siate voi gli uomini che dovevo aspettare, giusto?, esord, impaziente. La
domanda era rivolta a Figulo.
Se  al distaccamento di scorta che ti riferisci, signore, s, siamo noi.
Sono il centurione Lucio Ovidio Scrofa, ufficiale in comando di questa guarnigione.
Figulo annu, gonfiando il petto e presentandosi formalmente a sua volta. Optio Orazio Figulo
della Sesta Centuria, Quinta Coorte, signore. Ho lordine di incontrarmi con linviato imperiale,
Numerio Scilla.
Il centurione fece una pausa, osservando con occhio critico i soldati del distaccamento. Poi
torn a fissare Figulo. Ho sentito che avete incontrato una notevole resistenza, sulla spiaggia di
Vectis.
Niente che la Sesta Centuria non potesse gestire, signore, replic Rullo. Un vero peccato
che i tuoi uomini non fossero l a godersi lo spettacolo.
Il centurione fulmin il legionario con lo sguardo, per un breve attimo. Poi guard Figulo e tese
una mano. La tua autorizzazione, optio?.
Figulo recuper in tutta fretta dalla borsa che portava al fianco il cilindro di legno contenente il
documento che uno dei segretari del legato aveva scritto la sera prima, nellaccampamento di Vectis.
Eccola, signore, dichiar, consegnandola al centurione.
Scrofa scoperchi il cilindro, ne trasse lautorizzazione e inizi a leggere. Dopo un po, rialz lo
sguardo sulloptio, accigliandosi. Qui dice che siete diretti a Lindinis. E che dobbiamo fornirvi tutta
lassistenza necessaria.
Figulo annu. Esatto, signore.
Il centurione inspir tra i denti e sollev un sopracciglio. Meglio te che me, optio. Nessun
Romano sano di mente si offrirebbe volontario per gettarsi in quel cimitero di soldati. Lo guard
meglio e le labbra gli si arricciarono in un sogghigno. Chi avete fatto infuriare, per farvi mandare l?
Nessuno, signore, replic Rullo, infastidito. Il legato voleva i suoi uomini migliori, per
questa missione. E siamo noi.
Scrofa soffoc un sorriso. Se lo dici tu. Restitu lautorizzazione a Figulo e sospir. Molto
bene, allora. Linviato aspetta di vederti.  ospite nella propriet di Cogidubno, a circa un miglio da
qui. Lui e quel suo nobile amico durotrigio, Trenagaso. Seguimi.
Figulo ripose il cilindro con lautorizzazione nella sacca di pelle e si avvi dietro a Scrofa.
Rullo fece per seguirlo, ma Scrofa si ferm di colpo e scosse la testa. Soltanto loptio, dichiar in
tono piatto. Ordini dellinviato. I tuoi uomini possono restare qui. Questo ufficiale mostrer loro gli
alloggi. Al momento, la caserma  quasi vuota: met dei miei uomini  impegnata nellassalto a Vectis.
Chiaro? Molto bene. Andiamo, dunque. Non ho tutto il giorno.
Senza attendere una risposta, il centurione si volt di scatto e riprese a marciare verso i cancelli
allestremit della base navale, mentre il suo secondo in comando conduceva il resto degli uomini verso
le caserme pi vicine. Mentre Figulo si voltava per seguire il centurione, Rullo gli sussurr: Fai
attenzione con quellinviato, signore. Sai come sono questi imperiali. Meglio non fidarsi di loro e non
farli arrabbiare.
Figulo cerc di non mostrare lansia che provava. Era ben noto a tutti che i consiglieri
dellimperatore Claudio erano coloro che detenevano realmente il potere, nel palazzo imperiale. Poich
la gestione quotidiana del vasto Impero Romano era un compito troppo oneroso per un uomo solo,
limperatore si affidava ai suoi consiglieri, e la loro autorit era cresciuta sempre di pi, da quando
Claudio aveva preso il potere. Eliminavano i nemici con brutale efficienza, e tutti sapevano che si
trattava degli uomini pi pericolosi dellintero impero. Il pensiero di dover fare rapporto a quellinviato
preoccupava Figulo ben pi di qualsiasi nemico che potesse attenderlo sulla strada per Lindinis. Annu
a Rullo e si avvi dietro al centurione Scrofa, che si dirigeva verso la porta principale, mentre una
spiacevole sensazione cominciava a serrargli la bocca dello stomaco. Stava per affrontare una missione
piuttosto diversa da quelle che fino a quel momento aveva portato a termine per la Seconda Legione,
lontana dal campo di battaglia e dal conforto di combattere insieme a centinaia di compagni. Erano
soltanto in sedici, adesso, e avrebbe dovuto condurli dritti in mezzo al pericolo. Mentre si affrettava
alle spalle di Scrofa, loptio si rese conto che quella missione sarebbe stata molto pi difficile di tutto
ci che aveva affrontato a Vectis.
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Capitolo 2.
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Figulo e Scrofa uscirono dalla base navale, raggiungendo unampia strada coperta di sporcizia.
La prima impressione che loptio si fece di Noviomagus fu che non molto era cambiato, dalla prima
volta che aveva messo piede in quellinsediamento, un paio di anni prima. Al tempo, Noviomagus era
soltanto un mucchietto di case e stalle sparse lungo la strada, ma la costruzione di una grossa base
militare aveva fatto pensare che linsediamento sarebbe potuto velocemente diventare una moderna
citt romana. Osservando lassortimento di modeste taverne e botteghe vuote, Figulo non vide un
grande miglioramento. Qualche bettola di bassa lega si intravedeva nei vicoli, e da l risuonavano le
risate rauche dei marinai fuori servizio che si godevano otri pieni di vino di scarsa qualit. Mentre i due
soldati procedevano, oltrepassarono un grosso magazzino a ovest della strada principale. Figulo not
che ledificio era difeso da un gruppo di legionari dallaria cupa, che controllavano gli schiavi intenti a
trasportare sacchi di grano verso il porto. Scrofa not che loptio osservava la scena e bofonchi
qualcosa.
Questa  la riserva locale di grano, spieg con uno sbuffo. O quel che ne resta. Ho lordine
di inviare tutto il grano che posso alle coorti di Vectis, ma non sar molto. Siamo gi in ristrettezze qui,
con le tempeste che non ci fanno arrivare i carichi dalla Gallia. Se le cose continueranno ad andare in
questo modo, sar costretto a mettere i miei uomini a mezza razione, almeno finch le riserve non
saranno ripristinate.
Figulo aggrott la fronte e si gir a guardare il centurione negli occhi. Non puoi comprare del
grano dai coltivatori locali?, domand. La maggior parte di loro  molto abile, in questo.
Sicuramente avranno delle riserve per linverno.
Scrofa rise. La maggior parte dei coltivatori di queste parti si  arruolata nellesercito di
Carataco. Senza gli uomini, non cera nessuno a occuparsi del raccolto, e il grano  rimasto quasi tutto
a marcire nei campi. E ora c penuria di grano e orzo in tutta la regione. Quanto ai nativi, quei bastardi
dalle facce lunghe si preparano a stringere la cinghia in previsione dellinverno, e non ci venderanno di
sicuro quel poco che hanno. Sput nel canale di scolo e scosse lentamente la testa. Per come stanno
le cose, questo magazzino  lunica cosa tra noi e i nativi e la fame, per i mesi invernali. Motivo in pi
per i locali di disprezzarci.
Figulo arricci le labbra mentre si guardava intorno, vedendo un bambino che gli sorrideva
timidamente dal bordo della strada. A me sembrano abbastanza amichevoli, signore.
Non farti ingannare, optio. Alcuni possono aver scelto di imitare i nostri usi, indossano la toga
e bevono vino e cose del genere, ma nel profondo restano feccia della Britannia, e lunico motivo per
cui non vengono a saccheggiare il magazzino e ad attaccare i miei  che Cogidubno li tiene a bada.
Figulo annu, pensieroso. Cogidubno, il capo della trib dei Regni, era stato uno dei primi re
locali a scendere a patti con Roma, quasi nel momento stesso in cui i primi legionari avevano messo
piede sullisola. Si era venduto a Roma, anima e corpo, in cambio della protezione degli invasori.
Scrofa continu: Finch Cogidubno rester re, questi ingrati bastardi si comporteranno a
modo. Ma se non fosse per lui, ci sarebbero gi saltati addosso per farci a pezzi. Fece una pausa,
rivolgendo a Figulo un sorrisetto malefico. Questo, e il fatto che hanno una legione romana sul collo.
Ma se vuoi la mia opinione, optio, la civilt  sprecata con i Britanni.
Figulo si pass una mano sulle guance ispide di barba e si accigli. I nativi avrebbero
continuato a opporsi a Roma? Non ne era cos sicuro. Lui era Gallo di nascita, ed era cresciuto nel
misero insediamento di Lutetia, nelle terre della trib degli Edui. Sebbene fosse nato con la
cittadinanza romana, e la sua fedelt non fosse mai stata messa in dubbio, a volte si trovava a
simpatizzare per coloro che Roma considerava i suoi peggiori nemici. I suoi antenati, i coraggiosi Celti,
avevano sfidato e combattuto i Romani per molti anni, prima di arrendersi. E ora uomini come lui
combattevano le guerre di Roma, parlavano la sua lingua, adoravano le sue divinit. Sembrava che
ormai ci fossero dei Galli perfino in Senato. Per come la vedeva loptio, quella dei Britanni era una
situazione simile, e, mentre le vecchie generazioni si sarebbero portate lodio per Roma nella tomba,
quelle successive sarebbero state gradualmente assorbite nellimpero, finch un giorno i nativi si
sarebbero considerati suoi orgogliosi cittadini.
Ma qualsiasi tentativo di integrare la Britannia nellimpero sarebbe fallito, finch le necessit
primarie della popolazione locale non fossero state soddisfatte. Figulo lo sapeva. Finch ci fosse stata
la minaccia di una carestia, sarebbero potute scoppiare rivolte contro i conquistatori romani. Soltanto il
ripristino delle rotte di rifornimento e nuove riserve di grano avrebbero permesso di sistemare
rapidamente i problemi e il malcontento negli insediamenti locali. A quel punto, Roma si sarebbe
potuta dedicare ai nemici che ancora aveva nel Nord e nellOvest dellisola.
In fondo alla strada, Scrofa guid il Gallo lungo un sentiero pieno di solchi che si snodava tra i
campi incolti. Dopo una breve camminata, raggiunsero lentrata della residenza di Cogidubno. Due
guardie locali erano in piedi di fronte al cancello, armate delle tipiche grosse lance con la punta a forma
di foglia. Pi avanti, Figulo riusc a scorgere un ampio edificio, costruito sulle rive di una piccola
insenatura che si dipartiva dalla baia. Pi avanti, ma sempre nei confini della propriet, vide anche un
vasto sito in costruzione. Gli schiavi lavoravano a gruppi, faticando sotto il peso di enormi pietre che
trasportavano da una parte allaltra, mentre altri scavavano, formando grossi mucchi di terriccio. La
grandezza della zona in cui procedevano i lavori era stupefacente, e, a giudicare da quel che si vedeva,
ledificio che ne sarebbe venuto fuori avrebbe fatto sfigurare perfino il palazzo del governatore di
Lutetia.
Mentre Figulo osservava la scena, Scrofa rivolse un secco cenno alle guardie, che abbassarono
allistante le lance e si fecero da parte. Il centurione condusse loptio attraverso i cancelli e allinterno
della propriet. Allo stesso tempo, l'addetto alla porta si alz dal suo sgabello e si avvicin, con una
grossa pancia prominente ben visibile al di sotto della toga che indossava. I suoi piccoli occhi neri
erano piantati come bottoni nelle grasse pieghe del volto, e le labbra incurvate in un sorriso accogliente.
Posso aiutarvi, signori?, domand, parlando in latino, con un vago accento straniero.
Scrofa accenn a Figulo. Loptio Figulo  qui per incontrare Numerio Scilla. Linviato lo
attende.
Ma certo. Sa. Devi essere il capo della scorta che Sua Maest Trenagaso stava aspettando,
giusto?
S, sono io, rispose Figulo.
Linviato imperiale ti sta aspettando, signore. Ti condurr subito nei suoi alloggi. Il servo si
gir verso il centurione Scrofa e inarc un sopracciglio.
S, annu lui. Me ne vado.
Si volt e si allontan in tutta fretta, mentre il servo si avviava verso il grosso edificio al centro
della propriet. A parte quella struttura, ce nerano diverse altre pi piccole, probabilmente per gli
ospiti, oltre a varie stalle, recinti per animali e grandi scuderie. Ma Figulo si ritrov a guardare ancora il
cantiere, e per un attimo chiuse gli occhi, provando a immaginare laspetto del palazzo finito. Il servo
not il suo sguardo e sorrise.
Il palazzo di Cogidubno sar una meraviglia per gli occhi, quando sar finito. Ho visto i
progetti, signore. Alla fine avr pi di cinquanta stanze, mosaici su tutti i pavimenti commissionati ai
migliori artisti dellimpero, giardini pieni di piante esotiche e animali rari e colonnati del miglior
marmo della Dacia. Per non parlare del miglior riscaldamento a ipocausto.
Figulo fischi tra i denti. Sembrerebbe un progetto costoso.
Sa, di certo non  economico. Tutto dovr essere importato, ovviamente. E i piani cambiano di
continuo. Cogidubno ha detto che il palazzo dovr essere ledificio pi grandioso fuori da Roma. 
importante tenersi al passo con le ultime mode della capitale.
E chi sta pagando per tutto questo?.
Il servo scoppi a ridere. Ma voi, naturalmente. O meglio, il vostro imperatore.  un suo dono
al popolo di Cogidubno, qualcosa di cui tutti i Regni potranno vantarsi. A dire il vero, Trenagaso 
rimasto molto colpito dai progetti. Sta considerando lidea di costruire qualcosa di simile anche a
Lindinis. Sorrise, ironico. Una volta che avr ottenuto il potere, sia chiaro.
Ehm ma  una cosa saggia?
E perch no? Credo che sia unottima idea. C forse un modo migliore, per un re, di
annunciare il suo ritorno trionfante, che far costruire un nuovo palazzo?.
Figulo strinse le labbra, ma non rispose. Una cosa era costruire un palazzo del genere in un
insediamento pacifico come Noviomagus, dove la popolazione locale era piuttosto tranquilla. I nativi
dellOvest erano molto pi poveri, invece, e perfino lui arrivava a capire che costruire un palazzo
lussuoso mentre la gente moriva di fame non era una buona idea. Scacci quel pensiero inquietante,
mentre raggiungevano un piccolo edificio di legno accanto a quello molto pi grande al centro della
propriet. Il servo apr la porta e accompagn Figulo allinterno. Lo condusse lungo un corridoio dal
soffitto molto alto e dal pavimento di terra battuta, e si ferm in fondo al passaggio, allesterno di una
stanza. Facendo cenno alloptio di fermarsi, si schiar la gola e, dopo un attimo di silenzio, una voce
altezzosa si fece sentire dallinterno. Chi ?
Loptio Figulo vuole vederti, signore.  il soldato a capo del distaccamento che hai richiesto.
Ci fu una lunga pausa. Poi la voce rispose: Fallo entrare.
Il servo fece un cenno a Figulo e si scost. Figulo si ferm per un attimo sulla soglia. Poi prese
un profondo respiro ed entr nella stanza.
...
.
...
Capitolo 3.
...
.
...
Figulo entr nella stanza, mentre i passi del servo che laveva accompagnato e che ora stava
uscendo dalledificio riecheggiavano sempre pi lontani. Loptio si ritrov in una camera
dallarredamento spartano, con un focolare acceso in un angolo che offriva un minimo di calore contro
il gelo che regnava allinterno della villa. Una figura snella e dai capelli grigi era seduta dietro a un
grosso tavolo di quercia, il capo chino sulla gran quantit di tavolette e pergamene che aveva davanti.
Luomo doveva aver passato la mezza et, e indossava una ricca tunica di lana; un filo di vapore si
sollevava da una brocca appoggiata davanti a lui. Senza degnare Figulo di uno sguardo, linviato
imperiale allung una mano verso di essa e cominci a riempire di vino caldo una delicata coppa
dargento. Quando ebbe finito di riempirla, alz finalmente lo sguardo, osservando il robusto Gallo che
aveva di fronte.
Dunque sei loptio Figulo, giusto?, chiese Numerio Scilla, in tono distaccato.
Figulo annu seccamente, osservando Scilla che posava con attenzione la brocca sulla scrivania.
Poi luomo si appoggi allo schienale della sedia e fiss loptio per quello che sembr un tempo
infinito. Lespressione sul volto segnato dellinviato faceva pensare che non gli piacesse ci che
vedeva. Ebbene, devo ammettere che questa  un po una sorpresa.
Figulo spost il peso da un piede allaltro. In che senso, signore?
Ho chiesto al legato di inviarmi i suoi migliori uomini, per questa missione. Non
semplicemente degli uomini competenti, ma i migliori. Devo ammettere che mi aspettavo un tribuno o
un centurione, come minimo. Invece, Celere mi ha mandato te. Strinse gli occhi fino a ridurli a due
sottili fessure. Non dovrei forse parlare con il tuo centurione, e non con te?
 stato ferito, si affrett a rispondere Figulo.  accaduto nella prima fase dellinvasione di
Vectis, qualche giorno fa. Il legato mi ha messo a capo del distaccamento al suo posto.
Scilla rest in silenzio per qualche istante, pensieroso, tamburellando le dita sul tavolo. Puoi
comprendere perch lo trovo strano, dal mio punto di vista. Ho chiesto esplicitamente i migliori soldati
della legione, perch questa non  una normale missione di scorta. Ma Celere si  limitato a mandarmi
un ufficiale di basso rango, e anche molto giovane, se  per questo. Dimmi, quanti anni hai?
Diciannove.
Capisco. Linviato sembrava deluso. Non puoi avere molta esperienza in battaglia, dunque,
presumo.
Figulo si sent ribollire il sangue. Nonostante fosse piuttosto giovane, aveva combattuto in molti
scontri, nei due anni trascorsi nella Seconda Legione. Quasi dal primo giorno in cui aveva messo piede
in Britannia, si era trovato sempre in prima linea, a combattere contro i Durotrigi nella brutale avanzata
verso ovest voluta da Vespasiano. Aveva fatto la sua parte nella sconfitta di Carataco, ed era stato
anche grazie al suo aiuto se la resistenza del re dei Catuvellauni era stata spezzata, facendolo diventare
un fuggitivo nelle sue stesse terre. Aveva lottato anche in molti altri scontri, e sebbene il suo aspetto
giovanile e i suoi modi aperti facessero pensare a un soldato novizio, la cicatrice rossastra che gli
correva sopra locchio destro dimostrava che aveva guardato la morte in faccia, per mano di un druido.
Non si nasceva buoni soldati, lo si diventava, ma Figulo si era sempre sentito portato per la lotta, sin da
quando affrontava gli altri ragazzi nei vicoli di Lutetia. Non aveva alcuna paura in battaglia, era
animato da uninfallibile lealt ed era uno dei pochi soldati, perlomeno di quelli che conosceva, a
essere rimasto vivo dopo anni di dure lotte in Britannia.
Sono allaltezza di qualsiasi uomo, dentro e fuori dalla legione, dichiar. Sono giovane, 
vero, ma mi sono guadagnato il mio ruolo nel modo pi duro.
Parole ardite, optio. Spero che tu possa dimostrarle con i fatti. Non c niente di peggio di un
uomo che non sa mantenere la parola data. Accenn con il mento al giovane e aggrott la fronte.
Dimmi, da dove vieni? Non mi sembri un Romano, non con quella criniera selvaggia che ti ritrovi. E
non ne hai neanche laccento, ora che ci penso.
Sono nato in Gallia, signore.
Linviato si accigli ancora di pi. E quelli come te non dovrebbero essere soltanto ausiliari,
nellesercito? O forse gli ufficiali sono cos disperati da far arruolare chiunque, ormai?.
Figulo si morse la lingua, sorpreso dallignoranza dellinviato sulle regole del servizio militare
per i cittadini non romani di nascita. Mio padre ha servito nella cavalleria delle legioni come
ausiliario. Dopo ventitr anni di servizio, si  guadagnato la cittadinanza, quando si  ritirato, insieme a
una piccola indennit di congedo, come era suo diritto. Sono nato cittadino romano, e sono stato
cresciuto come tale.
Soddisfatto da quella risposta, Scilla si appoggi di nuovo allo schienale della sedia e prese la
coppa dargento. Prese un sorso di vino e arricci subito il naso in unespressione disgustata. Questa
maledetta isola, borbott, posando il calice sulla scrivania e scuotendo la testa. Non si trova un vino
decente, da queste parti, a prescindere da quanto si sia disposti a pagare. Fiss la coppa e sospir.
Bene, tu e i tuoi uomini dovrete bastarmi, optio Figulo. Sono in questa provincia gi da una settimana
e non ho intenzione di perderci un istante pi del necessario. Non  questo il mio posto, bens a Roma,
dove il clima  piacevole per la maggior parte dellanno, e non manca mai del buon vino falerno, come
non si pu dire di questisola arretrata. Prima concluder il mio compito qui, prima potr tornare a
Roma e riprendere le mie funzioni nel palazzo imperiale. E prima voi soldati potrete tornare a fare
qualunque cosa facciate di solito. Azzuffarvi per le strade e ubriacarvi, suppongo.
Figulo lo ascolt in silenzio, mentre Scilla si sporgeva verso di lui e continuava a parlare.
Ora che so qualcosa di te, immagino di doverti dire qualcosa in cambio. Mi chiamo Numerio
Scilla, anche se probabilmente questo gi lo sapevi.
Figulo annu.
Cera una nota di amarezza, nella voce dellinviato, mentre continuava: Sono il rappresentante
ufficiale dellimperatore in Britannia. Il premio che ho ricevuto, a quanto pare, per ventanni di
incessante dedizione a Roma. Anche se, al momento, mi sembra pi una punizione. Ma i motivi della
mia presenza qui sono dovuti alla situazione che si va deteriorando a ovest. Esit. Immagino che,
facendo parte della Seconda Legione, tu abbia combattuto sotto Vespasiano, quando ha conquistato i
Durotrigi, giusto?
S, signore.
Per un attimo gli tornarono in mente le immagini degli assedi in cui la legione aveva stretto le
colline fortificate, lestate precedente. Onagri e baliste erano stati utilizzati, con effetti devastanti,
contro le difese nemiche, distruggendo le palizzate e schiacciando i guerrieri sulle mura. Spezzate le
fortificazioni, le colonne dei legionari si erano lanciate allattacco, tenendo sollevati gli scudi sopra la
testa per proteggersi da tutto ci che veniva lanciato dallalto. I Durotrigi avevano costruito quelle
fortezze, certi della loro inespugnabilit, ma non avevano modo di rispondere alla potenza militare
romana, e i forti erano caduti uno dopo laltro, con somma disperazione dei guerrieri nativi.
Scilla pos di nuovo la coppa di vino e riprese: Senza dubbio dunque sai che i Durotrigi, dopo
che i loro guerrieri sono stati sconfitti in battaglia, sono incerti se resisterci ancora o allearsi con noi. Il
Gallo annu, e linviato prosegu: In ogni caso, i negoziati sono stati complicati dalla presenza di
diverse fazioni tribali, senza che ci sia un unico capo a decidere.
Figulo mugugn. Gi immagino quale possa essere la scelta di quelle fazioni. Anche se il
popolo vuole la pace, i capi si opporranno.
Purtroppo hai ragione. I guerrieri durotrigi sono stati schiacciati sul campo di battaglia, ma
lostilit nei nostri confronti, anche tra i popolani,  causa di grande preoccupazione. Soprattutto se
consideriamo che la nostra presenza nel loro territorio  molto scarsa, poich Vespasiano si  lasciato
dietro ben pochi uomini per amministrare le varie regioni in cui le trib vivono. Se dovessero ribellarsi,
il nostro controllo sulla zona sarebbe immediatamente messo in discussione. Inoltre, limperatore non
vuole che il nostro esercito rimanga impelagato in un altro conflitto prolungato, subito dopo la sconfitta
di Carataco e del suo esercito. Quella campagna  costata moltissimo alle casse imperiali, per non
parlare delle perdite tra i ranghi. Quindi, abbiamo deciso di risolvere la situazione aiutando un uomo di
nostra scelta a diventare re dei Durotrigi. Stiamo parlando, ovviamente, di Trenagaso. Una volta che
sar al comando, persuader lui la popolazione ad accettare i costumi e le leggi dei Romani. Con il
tempo, impareranno anche a pregare i nostri di, a pagare le tasse e chiss? Forse perfino a
combattere nelle nostre unit ausiliarie, un giorno. Alla fine, i nostri pi acerrimi nemici diventeranno
dei fedeli alleati. Sorrise ancora, prima di soggiungere: Proprio come i Regni sotto il comando di
Cogidubno, insomma.
E pensi che funzioner?, domand Figulo, in tono scettico.
Deve funzionare, optio. La situazione, a ovest, sta peggiorando di giorno in giorno, e i rapporti
che arrivano dal generale Plautio sono molto preoccupanti. Le nostre fortezze nellovest dellisola non
sono ben difese, i rifornimenti non arrivano, il controllo sui villaggi locali  praticamente inesistente.
Mi  stato riferito che il morale  sempre pi basso, tra i soldati che servono alla frontiera, a causa del
costante timore di un attacco.
Figulo scosse la testa. Ma  per questo che stiamo invadendo Vectis, giusto? Per fermare le
forze dei Durotrigi che sono stanziate sullisola. Sono loro che continuano a sferrare attacchi sulla
terraferma.
Scilla fece una smorfia. Le poche centinaia di Durotrigi di Vectis sono solo un fastidio, nulla
di pi. Spazzarli via sollever parecchio il morale delle truppe e invier un messaggio ai nostri nemici,
facendo capire loro che la resistenza non  tollerata. Tuttavia, la vera minaccia  a ovest. Sconfiggerne i
guerrieri non ha fatto in modo che il resto della trib si arrendesse, come speravamo. Gli insediamenti
sono affollati, perch abbiamo scacciato la popolazione dalle colline fortificate, dove vivevano in molti.
Inoltre, a causa della guerra, la maggior parte dei raccolti  rimasta a marcire nei campi, e quindi ora ci
ritroviamo con diverse migliaia di nativi affamati e ostili, controllati da una manciata di fortezze quasi
vuote. Non possiamo sottovalutare la possibilit che i Durotrigi possano riunirsi sotto un nuovo capo e
rivoltarsi in massa contro di noi. Se questo dovesse accadere, saremmo costretti a unimbarazzante
ritirata, per non parlare dei danni che ne subirebbe il prestigio del nostro esercito agli occhi delle altre
trib.
Li sconfiggeremo, alla fine, replic Figulo. Labbiamo sempre fatto. I Britanni sono
guerrieri forti, tra i pi duri che abbiamo incontrato, ma noi abbiamo dalla nostra parte laddestramento,
lequipaggiamento e lesperienza.
Vorrei poter concordare con te. Ma la verit  che le nostre risorse sono ormai al limite. Sia la
Nona che la Dodicesima Legione sono occupate a respingere la pressione a nord della fortezza di
Cornoviorum. Nel frattempo, la Quattordicesima  impegnata a inseguire lombra di Carataco tra le
montagne a ovest di Glenum, e solo gli di sanno quanto a lungo la Seconda rester accampata a
Vectis. Siamo ridotti allosso, optio, e se i Durotrigi riuscissero in qualche modo a organizzarsi,
potrebbero conquistare le nostre fortezze prima che i nostri soldati finiscano di fare colazione. Non ho
bisogno di dirti che una sconfitta del genere sarebbe un disastro, per questa nuova provincia. I nemici a
ovest e a nord sarebbero incoraggiati dalla vittoria dei Durotrigi e raddoppierebbero gli sforzi per
resisterci. Le nostre forze dovrebbero affrontare attacchi sempre pi frequenti. Perfino le nostre
fortezze a est, a Camulodunum e Londinium, non sarebbero pi al sicuro. E, inutile dirlo, le alleanze
con le trib sotto la nostra protezione crollerebbero. Deglut rumorosamente. E qualsiasi speranza di
vittoria in Britannia sarebbe vanificata.
Figulo si sent afferrare da una rabbiosa amarezza. Non gli interessavano i motivi politici o
economici dietro linvasione della Britannia, o i benefici che i nativi avrebbero tratto dalla civilt
romana. Era un sottufficiale ed eseguiva gli ordini senza discutere. Tuttavia, il pensiero di tutti i
compagni che aveva perso su quellisola gli faceva ribollire il sangue di rabbia. Non possiamo
perdere, signore!, ringhi. Abbiamo pagato con il sangue, per questa provincia.
Comprendo il tuo punto di vista, optio. Ma comunque limperatore non pu permettersi di
perdere altre migliaia di uomini, in questo momento. Esit, per poi proseguire: In particolare, con il
crescente malcontento che si respira a Roma.
Cosa intendi?.
Scilla sospir. Sono passati quasi due anni da quando limperatore, con il suo trionfo, ha
dichiarato che la guerra in Britannia era finita. Ma questa maledetta isola si  rivelata molto pi difficile
da addomesticare di quanto i nostri stimati generali avevano inizialmente immaginato. Prima c stata
la ribellione di Carataco. Ora sono i Durotrigi a causarci problemi. Alcuni dei rapporti arrivano fino a
Roma, nonostante facciamo del nostro meglio per evitare che queste informazioni vengano utilizzate
contro di noi, e le critiche allimperatore si fanno pi forti di giorno in giorno. Alcuni, che gli di non
vogliano, stanno perfino invocando una ritirata completa delle nostre forze dalla Britannia.
Figulo sbuff. Sarebbe davvero una follia.
Scilla risucchi laria tra i denti. Unidea inaccettabile, sono daccordo. Al momento,  solo
una minoranza a ventilarla, ma c il pericolo concreto che si diffonda, se le difficolt in questa
provincia non saranno risolte. Per questo  fondamentale che riusciamo a insediare Trenagaso come re.
 lunico modo per impedire ai Durotrigi di sopraffarci, senza dover portare qui nuove coorti da
unaltra provincia. Il nostro futuro in Britannia dipende dalla capacit di Trenagaso di unire i Durotrigi
sotto il suo comando, prima che lintera regione esploda in una ribellione aperta. Scilla fiss
severamente Figulo, e nei suoi occhi chiari pass un lampo come dacciaio, mentre continuava: E tu e
i tuoi uomini lo aiuterete.
Come?, volle sapere Figulo.
In primo luogo, scortandolo a Lindinis. Il gruppo che dovrete proteggere sar composto da me,
Trenagaso e il suo seguito di consiglieri e servitori. Scilla si agit sulla sedia, a disagio. Da quel che
dice il generale Plautio, mi sembra di capire che la strada per Lindinis non sia molto sicura.
Figulo sospir. Queste strade sono tutte piuttosto pericolose, non c dubbio. Non mancano di
certo predoni e briganti.
Capisco.
Loptio not lansia nello sguardo dellinviato e si affrett a rassicurarlo. Non devi
preoccuparti. Gli uomini sotto il mio comando sono ottimi soldati. Se qualche bastardo provasse ad
attaccarci, lo schiacceremmo pi rapidamente di un asparago bollito.
Quelle parole non sembrarono tranquillizzare Scilla, ma, dopo un attimo, linviato si schiar la
gola e riprese: Scortarci a Lindinis sar soltanto il primo compito che vi verr richiesto.
Qual  il secondo?, chiese Figulo.
Una volta giunti a Lindinis, avremo bisogno del vostro aiuto per eliminare lattuale capo
trib.
Di chi si tratta?
Un uomo problematico di nome Quenataco. Secondo i rapporti inviati dal generale,  un ex
comandante guerriero che un tempo era leale ai druidi. Sebbene li abbia denunciati subito dopo
linvasione, la sua lealt a Roma  decisamente in discussione. A dire il vero, sospettiamo che fornisca
uomini a una banda di guerrieri nomadi, dietro le nostre spalle.
Figulo si gratt la mascella. Perch  ancora al comando, allora?.
Scilla si succhi i denti. Quenataco  il capo trib solo perch  tollerato. Ha ottenuto il potere
cinque anni fa, quando ha usurpato il trono di Trenagaso, grazie soprattutto allappoggio dei druidi.
Trenagaso poteva scegliere tra la morte e lesilio, e cos  fuggito a Narbona e ha chiesto aiuto al
governatore.
Perch avete aspettato cos tanto a provare a ridargli il potere?
Al tempo, si  pensato che, sebbene Trenagaso avesse tutte le credenziali per essere un buon re
appoggiato da noi, fosse troppo rischioso imporre un capo ai Durotrigi, visto che ancora dovevamo
occuparci di Carataco. Non potevamo permetterci altri scontri con quella trib, mentre le legioni erano
impegnate altrove. Linviato incroci le braccia sul petto e accenn un sorriso sornione. Ora non
dobbiamo pi preoccuparci di Carataco, dunque possiamo affrontare il problema di Quenataco.
Figulo si infil i pollici nella cintura e ci pens su per qualche istante. Se toglieremo di mezzo
il re, la popolazione locale non ne sar contenta. Soprattutto se al momento lo apprezza.
Forse, concesse Scilla. Ma qualche contadino insoddisfatto  preferibile alla situazione
attuale. Dobbiamo creare un gruppo di Durotrigi che ci sia fedele, e Quenataco non  adatto a questo
compito. I suoi passati trascorsi con i druidi non ci permettono di considerarlo un alleato, optio. Puoi
comprendere senzaltro la nostra situazione.
Credo di s, ribatt Figulo, grattandosi una guancia. Ma ho soltanto due sezioni, sotto il mio
comando. Notando lo sguardo perplesso dellinviato, si affrett a soggiungere: Sedici uomini. Cosa
accadr, se il capo attuale ci opporr resistenza, quando lo deporremo?
Ne dubito. A Quenataco  stato concesso solo un piccolo gruppo di guardie del corpo, da
Vespasiano, dopo la conquista. Aveva bisogno di uomini, per ottenere credibilit tra gli insediamenti
che teoricamente governa, e di certo quelle guardie gli sono del tutto leali. Ma non sono ben addestrate
e non dovrebbero essere un problema, per i tuoi uomini. E poi, gli ausiliari della fortezza pi vicina
saranno pronti a offrirci tutto il supporto necessario, e a impedire alla popolazione locale di fare
sciocchezze.
Che tipo di guarnigione c in quel forte?, domand Figulo.
Una coorte di ausiliari batavi sotto il comando del prefetto Tito Cosconiano. Normalmente,
avrei ordinato alla guarnigione di arrestare Quenataco, ma, date le presenti circostanze, non credo che
sia una buona idea. Il prefetto non  l da molto e sta ancora imparando. Fece una pausa. 
fondamentale deporre Quenataco e rimpiazzarlo con il nostro uomo prima che la situazione degeneri.
Figulo annu. Certamente.
Bene. Scilla un le mani davanti a s e si schiar la gola. Domande, optio?.
Figulo ci pens per qualche istante. Avremo bisogno di rifornimenti per il viaggio.
Linviato annu. Fai pure prendere ai tuoi uomini ci di cui hanno bisogno dai magazzini della
base navale. Se il centurione Scrofa dovesse creare problemi in merito, fammelo sapere. Il che mi fa
venire in mente una domanda Quanto dista Lindinis da qui?
Cinque giorni, da quello che ho visto. Figulo aveva studiato una mappa del loro percorso da
Noviomagus a Lindinis la notte precedente. Era rimasto sveglio fino a tardi per cercare di scegliere la
strada pi sicura per raggiungere linsediamento. Alla fine, non aveva dormito molto. Ma la stanchezza
non laveva ancora raggiunto.
Partiremo domani, annunci Scilla. Allalba. Ho ordinato che ai tuoi uomini siano fornite
cavalcature dalle scuderie locali. E ora, se  tutto.
Al giovane optio non venne in mente nientaltro, perci prese un profondo respiro e annu,
mentre Scilla aggirava la scrivania. Linviato volse le spalle a Figulo e guard in silenzio fuori dalla
piccola finestra che dava sullinsenatura, immerso per lunghi istanti nei propri pensieri.
La politica, su questisola,  un vero incubo, borbott infine, continuando a guardare fuori
dalla finestra. Faide, anziani delle trib, litigi familiari. Per non parlare di quei maledetti druidi,
sempre pronti a immischiarsi negli affari politici. Si volt in parte verso Figulo. Roma, a paragone, 
quasi un modello di stabilit.
Il Gallo non sapeva che dire, dopo tutto quel discorso. Si sentiva parecchio a disagio, a parlare
di quel tipo di argomenti, e preferiva di gran lunga scambiare battute salaci con i soldati, o imparare un
trucchetto o due da qualche mago fenicio. Rest in silenzio, aspettando che linviato imperiale
continuasse a parlare.
Abbiamo sconfitto il nemico in campo aperto, optio. Abbiamo assediato le loro preziose
colline fortificate e messo in fuga i loro capi carismatici. Questo, normalmente, sarebbe bastato per
garantirci una vittoria schiacciante. Ma i nostri nemici, in Britannia, non si sono arresi. Non sembrano
affatto dellidea di arrendersi. Si sono ritirati nellombra per combatterci in altri modi. Hanno
abbandonato la tradizione celtica del conflitto aperto a favore di una prolungata ed estenuante
ripetizione di agguati e scaramucce. Pensano di poterci battere in questo modo, optio. Ma si sbagliano
di grosso. E io e te li sconfiggeremo.
Scilla si stacc dalla finestra. Poi fiss Figulo dritto negli occhi, mentre riprendeva a parlare.
Non dobbiamo fallire. La Britannia potr anche essere un luogo deprimente e di scarso valore
economico, ma  una seria minaccia per limperatore. Abbiamo bisogno di una vittoria decisiva, qui. Se
non riusciamo a proteggere Trenagaso e a installarlo sul trono, le nostre speranze di assicurarci il
Sud-ovest dellisola senza spargimenti di sangue rischieranno di crollare. E se questo dovesse
succedere prima che ce ne rendiamo conto, lintera invasione della Britannia potrebbe essere messa
in discussione.
...
.
...
Capitolo 4.
...
.
...
Quella sera, Figulo si un a Bleso, Rullo e Helva alle porte della base navale, e i quattro soldati
si avviarono sulla strada principale, risalendo una piccola altura per raggiungere una taverna tranquilla
sopra al centro dellinsediamento. Il Delfino dOro si stagliava contro il sole ormai al tramonto e,
avvicinandosi, Figulo riusc a udire il brusio di varie conversazioni dallinterno del locale. Una fitta
nebbia aveva iniziato a velargli gli occhi, e, mentre procedevano oltre depositi e stalle, cominci a
sentirsi stanco. Dopo aver lasciato la villa di Cogidubno, era tornato alla base per prepararsi
allimminente missione. Nel frattempo, aveva inviato Rullo a prendere le razioni necessarie dal
quartiermastro della guarnigione. Pi tardi, aveva spiegato agli uomini la missione, ordinando loro di
presentarsi sul campo di addestramento alle prime luci dellalba, per avviarsi insieme verso le porte
dellinsediamento.
Dopo la riunione, Bleso aveva detto di avere un amico a Noviomagus, un compagno della sua
vecchia centuria che aveva lasciato la Seconda Legione per le ferite di guerra non molto tempo prima, e
che aveva investito i risparmi in una taverna poco lontana. Lex soldato sentiva tutti i pettegolezzi
locali, e Bleso aveva suggerito di chiedergli qualche informazione in pi su Lindinis, visto che era stato
anche in una fortezza in quella regione, prima di doversi ritirare. Figulo era stato daccordo, e Rullo e
Helva si erano offerti di accompagnarli, curiosi di scoprire cosa avesse da offrire un insediamento
nativo alleato. Cos, i quattro avevano lasciato la base mentre il sole affondava allorizzonte e laria si
faceva sempre pi fredda, con le spade appese alla cintura. Il centurione Scrofa aveva spiegato a Figulo
che cerano stati diversi attacchi contro i soldati romani, intorno a Noviomagus, di recente. Perci,
anche quelli che erano fuori servizio dovevano girare armati, per potersi difendere.
Mentre i quattro si avvicinavano alla taverna, la porta si spalanc e una coppia di marinai usc
dal soffuso bagliore arancione della sala interna, cantando con voci ubriache delle canzoni
marinaresche, e barcollando gi per la discesa che conduceva al porto. Figulo li oltrepass e si chin
sotto al basso stipite della porta, entrando nella taverna. Un denso odore di sudore e carne arrostita
salut il suo ingresso. Intorno ai tavoli appoggiati su cavalletti instabili si affollavano uomini locali,
guardie fuori servizio e marinai, mentre il fuoco ardeva allegramente nel camino in un angolo della
stanza. Una donna dallaria infastidita faceva avanti e indietro tra il bancone e i tavoli, portando da bere
agli avventori. Di solito, i nativi evitavano le taverne frequentate dai soldati, e Figulo fu sorpreso di
notare i due gruppi che si mescolavano senza problemi, l dentro. Altri tre soldati del distaccamento se
ne stavano seduti intorno a uno dei tavoli. Loptio aveva dato agli uomini il permesso di andare a bere,
quella sera, considerando che avevano davanti un lungo viaggio, e che quella sarebbe stata la loro
ultima occasione di rilassarsi, per un po.
Helva si strofin le mani, cercando di scaldarle. Cazzo se fa freddo, stasera!, esclam.
Rullo ridacchi. Se pensi che ora faccia freddo, aspetta di arrivare nel cuore dellinverno. Far
cos freddo che non sentirai pi niente dalla vita in gi. Ti si ghiacceranno perfino le palle. Linverno 
cos, in Britannia, ragazzo, non certo come quelli che avete in Campania, o da dov che vieni tu.
Da Atella, replic Helva a mezza voce. Vengo da Atella.
Proprio in quel momento, Bleso not il suo amico, seduto da solo a uno dei tavoli, dallaltra
parte della taverna. Lex soldato accenn un saluto ai quattro, che superarono gli altri avventori per
raggiungerlo, sedendosi sullinstabile panca di legno. Bleso salut con un cenno del capo luomo
brizzolato seduto di fronte a loro.
Questo  Cetego, spieg, presentandolo agli altri. Un mio buon amico dei tempi gloriosi
dellOttava, la mia vecchia centuria.
Laltro uomo sorrise. Aveva le guance striate di sottili vene violacee e lo sguardo velato
dalleccesso di alcol, oltre a una stazza robusta che era diventata ormai una massa di grasso. Quando
strinse il braccio allex compagno, Figulo not che gli mancavano tre dita della mano destra.
I giorni pi belli della mia vita, dichiar, alzando la voce al di sopra del brusio generale
intorno a loro. Ricordi quellultima estate a Vindocladia, quando abbiamo dovuto prendere a calci in
culo i Durotrigi? Bel lavoro, quello!.
 l che sei rimasto ferito?, domand Helva.
Parli di questo?. Cetego sollev la mano mutilata, mostrandola al giovane legionario.
Magari! Ho perso le dita sollevando un carro bloccato in un pantano. Il bastardo accanto a me ha
lasciato la presa e la mano mi  rimasta schiacciata sotto la ruota. Mi hanno dovuto amputare le dita,
prima che la mano mi andasse in cancrena. Torn a guardare Bleso. Come ti sta trattando la Sesta,
dunque? E ti diverti ancora a rubare le sudate paghe ai tuoi compagni con quei maledetti dadi truccati?
Ehm, vorrai dire, piuttosto, che ho ancora molta fortuna e vinco spesso ai dadi, lo corresse
lui, agitandosi, a disagio.
Figulo gli lanci unocchiataccia. Aveva perso un mese di salario giocando a dadi contro Bleso
a Calleva, e aveva sospettato che i dadi fossero truccati, nonostante le sue proteste di innocenza. Si
ripromise di riprendersi il denaro, alla fine di quella missione.
Cetego fece cenno alla donna che serviva ai tavoli di portare loro cinque coppe di vino. Indugi
per un attimo sulle sue curve procaci con gli occhi dalle palpebre pesanti, per poi tornare a prestare
attenzione agli ospiti, con un ghigno pi ampio che mai. Mia moglie Conwenna. Lho sposata appena
mi sono stabilito qui. Una brava ragazza nativa, oltre che bravissima anche sotto le coperte, ve lo dico
io. Ed  brava anche in taverna. Fa tornare sempre i locali, se capite cosa intendo, soggiunse,
ammiccando verso Figulo.
La taverniera, nonch moglie di Cetego, port loro una brocca di vino caldo e cinque boccali di
terracotta scheggiata, che lasci sul tavolo. Cetego riemp a met i contenitori e ne porse uno a
ciascuno dei soldati, per poi riempire il proprio quasi fino allorlo, facendo cadere qualche goccia sul
tavolo. Dopo un brindisi ai vecchi tempi, i cinque fecero toccare i boccali e Figulo prese un sorso di
vino. Era dolce, e gli bruci la gola. Cetego svuot a met la coppa in un solo sorso e la riemp di
nuovo in tutta fretta.
Bleso mi diceva che siete diretti a Lindinis.
Figulo annu. C qualcosa che sai dirci in proposito?.
Cetego gonfi le guance. Solo qualche pettegolezzo locale. Qualcuno dei Durotrigi pi pacifici
si  venuto a stabilire da noi, ultimamente, cosa che ovviamente non piace alla gente di qui. Rise e
scosse la testa. Britanni non smetteranno mai di stupirmi. Ci odiano, odiano le altre trib, e non
sopportano neanche i loro vicini. Probabilmente, sarebbero contenti solo se fossero lasciati soli, senza
nessun altro intorno.
Che dicono di Lindinis?, lo incalz Figulo.
Soltanto che linsediamento  messo molto male. Il cibo scarseggia e, con linverno alle porte,
le cose non faranno che peggiorare. Normalmente, il forte si sarebbe occupato del problema tenendo
tranquilla la popolazione con la distribuzione di razioni dai suoi magazzini, ma da quello che ho
sentito, le riserve di grano della guarnigione sono quasi finite e i pochi convogli che vengono mandati
nella regione sono sempre pi colpiti dai predoni. Gli ausiliari hanno a stento di che cibarsi, senza
dover pensare anche ai nativi. Quenataco  stato messo sotto pressione dalla sua gente, che vuole una
soluzione al problema. Alcuni dicono perfino che stia fornendo uomini ai briganti locali, in cambio di
una parte del loro bottino.
E perch la guarnigione non li ha fermati?, intervenne Rullo.
 sempre la stessa storia, in ogni forte di quella regione. La guarnigione ha pochi uomini ed 
tagliata fuori dal resto della legione. I rifornimenti sono scarsi, le armi e lequipaggiamento avrebbero
bisogno di riparazioni e il morale  a terra. Luomo serr le labbra. E poi girano anche delle voci che
hanno innervosito gli uomini.
Figulo aggrott la fronte. Quali voci?.
Cetego si guard rapidamente intorno, per assicurarsi che nessuno dei nativi potesse sentirlo.
Poi si allung verso di loro e abbass la voce. Si dice che ci siano dei druidi, in quella regione
dellisola. Che si stiano ricostituendo, e si preparino a combatterci ancora.
Stronzate!, sbott Rullo. Li abbiamo abbattuti quasi tutti, lestate scorsa.
Cetego fiss il veterano. Quasi tutti. Non tutti.
Questo  vero, interloqu Figulo. I druidi hanno pi teste di una dannata idra. Ogni volta che
ne uccidi uno, un altro prende il suo posto.
Rullo scacci quelle preoccupazioni con un cenno infastidito della mano. Ci vorr qualcosa di
pi che qualche druido decrepito, per spaventarci, signore. E non sar certo un problema, per gli
ausiliari, farli fuori, se anche dovessero essercene.
Cetego scosse la testa. Allora temo che tu non abbia compreso quanto profondo sia il controllo
che i druidi hanno sui nativi, amico mio. Ancora tanti di loro si attengono alla vecchia religione. I
druidi hanno guidato questa gente per centinaia di anni, e non si arrenderanno senza combattere. Se
sono di nuovo pronti ad affrontarci, molti dei nativi li aiuteranno contro di noi.
Non appena Cetego ebbe smesso di parlare, la porta della taverna si spalanc di botto, e un
grosso Britanno si stagli sulla soglia, con gli occhi spalancati per la paura e il petto che si sollevava
rapido per il respiro affaticato da una lunga corsa. Inizi subito a urlare e a indicare verso lesterno,
nella direzione del centro dellinsediamento, ai piedi della collina.
Che sta dicendo, signore?, domand Rullo.
Figulo, che aveva iniziato a capire qualche parola del dialetto locale dopo la lunga permanenza
a Calleva, rest in ascolto e aggrott rapidamente la fronte. Durotrigi!, tradusse, sconvolto, mentre si
alzava di scatto dalla panca. Dice che stanno saccheggiando linsediamento!.
Gli altri tre soldati scattarono in piedi, seguendo Figulo che gi correva fuori dalla taverna.
Furono seguiti in fretta da Cetego, e dai pochi soldati del distaccamento che erano andati a bere nel
locale, insieme a diversi clienti del luogo piuttosto preoccupati, che abbandonarono i tavoli per andare
a vedere cosa stesse succedendo. Il sole ormai era tramontato, e Figulo dovette stringere gli occhi nella
semioscurit per controllare linsediamento sotto di lui, in cerca dei tipici segnali di uno scontro.
Inizialmente non riusc a vedere nulla, a parte la luce soffusa e calda dei focolari attraverso le porte
delle capanne del villaggio, e i sottili fili di fumo che si sollevavano nel cielo quasi nero. Poi il suo
sguardo si ferm sulla base navale, e un brivido gelido gli percorse la spina dorsale.
Un grosso gruppo di predoni durotrigi si stava riversando nellinsediamento, con le punte delle
lance che scintillavano appena tra le sfumature bluastre del tramonto. Alcuni di loro indossavano elmi
di cotta di maglia, ma perlopi non avevano n elmo n armatura. I nativi terrorizzati urlavano e
fuggivano, e il caos iniziava a diffondersi. Le famiglie prendevano i figli e fuggivano verso i cancelli. Il
bestiame muggiva e sbuffava spaventato, avvertendo il pericolo e rispondendo alle urla degli uomini
intorno. Ma gli assalitori ignorarono i nativi e si lanciarono dritti verso la base navale, in fondo
allinsediamento. Le loro intenzioni furono immediatamente ovvie a Figulo.
Stanno attaccando la base navale!, grid. Dobbiamo fermarli!.
Non hanno alcuna possibilit di farcela, signore, dichiar Rullo con un ringhio cupo. Non
hanno neanche un ariete.
Mentre il veterano parlava, il grosso dei predoni durotrigi raggiunse le porte della base navale e
gli uomini cominciarono a tirare le lance contro le sentinelle in cima alle difese. I Romani erano ben
protetti, dietro alle mura, e le guardie risposero allistante con una salva di giavellotti e proiettili di
frombola. Urla di dolore si levarono nella fredda aria della notte, quando le lance trafissero diversi dei
Durotrigi ammassati fuori dalle porte della base, insieme agli schiocchi secchi delle sfere di piombo
delle frombole che fratturavano pi di un osso. I Durotrigi, tuttavia, non si ritirarono, rimanendo l,
accanto ai compagni caduti, e continuando a tirare le lance contro i Romani. Figulo riusciva gi a
capire che quellattacco era destinato a fallire. Erano in netta inferiorit numerica rispetto alle guardie
meglio equipaggiate che li fronteggiavano dallalto delle mura della base, e non appena gli uomini del
centurione Scrofa avessero ulteriormente assottigliato i loro ranghi con gli attacchi a distanza, sarebbe
bastato aprire le porte e abbattere i sopravvissuti prima che potessero fuggire. Perch, allora, i Durotrigi
avevano deciso di attaccarli?
Signore!, grid improvvisamente Helva. Laggi! Guarda!.
Figulo segu lindice puntato del giovane. A ovest della base navale, not un gruppetto di
assalitori che stava scivolando oltre langolo dellinsediamento, i volti illuminati dalle fiamme delle
torce che ognuno di loro aveva al posto dello scudo. Stringendo gli occhi su quegli uomini, Figulo si
sent gelare il sangue nelle vene. Di colpo, le vere intenzioni del nemico gli furono chiare. Il grosso dei
Durotrigi che attaccavano frontalmente la base navale era soltanto un diversivo per distogliere
lattenzione della guarnigione dal secondo gruppo, intento a raggiungere il vero obiettivo dellattacco:
il granaio. Le poche guardie romane non certo pesantemente armate a difesa del magazzino non
avrebbero avuto alcuna possibilit contro i nemici, consider Figulo. Quando Scrofa e i suoi uomini
avessero capito cosa stava succedendo, sarebbe gi stato troppo tardi. Il granaio sarebbe gi stato
incendiato. Cera una sola cosa da fare. Si gir verso i suoi e indic il magazzino.
Quei bastardi vogliono bruciare il granaio, dichiar, mentre gi escogitava un piano. Quel
grano  lunica risorsa che evita a questo insediamento di morire di fame. Dobbiamo fermarli. Li
attaccheremo dal lato di questa collina. Saremo protetti dalle capanne e dalle stalle, mentre ci
avviciniamo, e non ci vedranno arrivare. Sogghign. Perlomeno, non finch non sar troppo tardi.
Non hanno scudi, quindi non sar affatto difficile occuparsi di loro. Restate in silenzio finch non gli
saremo addosso. Se qualcuno fa troppo rumore, lo far stare di servizio alle latrine per tutto il prossimo
mese. E come sa chiunque abbia mai condiviso la tenda con Bleso,  una punizione peggiore della
morte.
Gli altri ridacchiarono vagamente, a quella battuta mal riuscita, e Rullo si limit a roteare gli
occhi. Poi Figulo sguain la spada e indic con la punta il magazzino. Avanti, uomini. Con me!.
Scatt a correre mentre iniziava a scendere lungo il fianco della bassa collina, diretto verso
linsediamento, con la mezza dozzina di soldati romani alle spalle. Senza scudi o armatura a rallentarli,
scesero di corsa dallaltura, furtivi e silenziosi. Poco pi avanti, Figulo vide i Durotrigi che si
lanciavano verso il granaio, i torsi nudi coperti di strani tatuaggi e i capelli sollevati in ciuffi rigidi di
fango. Si lanciarono sulle poche guardie, attaccandole forsennatamente con le lance e facendole a
pezzi. Poi iniziarono a circondare il magazzino, sollevando le torce per dare fuoco al solido legno della
struttura. Diverse sezioni presero fuoco allistante, e Figulo affrett il passo, raggiungendo la base della
collina.
Avanti!, grid agli altri soldati. Prendiamoli!.
Corse ancora pi veloce, oltrepassando una serie di piccole case, il respiro affannoso, il volto
coperto di sudore nonostante la fredda aria della notte. I Durotrigi erano distratti a guardare le fiamme
che si estendevano lungo la struttura del granaio, del tutto ignari dei soldati romani che stavano per
raggiungerli. Man mano che si avvicinava, Figulo serr la presa sullelsa della spada e prov un fremito
di pura adrenalina allidea di abbattere quei nemici. Poi uno dei predoni alz lo sguardo e vide i
Romani che uscivano dallammasso di stalle e casupole. Si gir per avvertire i compagni, che si
voltarono allunisono per affrontare gli avversari, gettando a terra le torce e preparandosi allattacco.
Carica!, url Figulo.
Uno dei Durotrigi lo attacc, lanciandosi verso di lui con un rabbioso affondo di lancia. Loptio
lo schiv e si gett a sua volta verso luomo, spostando di lato la lancia prima di piantargli la spada
nelle viscere. Luomo croll sulle ginocchia, mentre una pozza di sangue si allargava intorno ai suoi
piedi. Nello stesso momento, gli altri soldati raggiunsero il resto dei predoni, mentre le fiamme sempre
pi alte facevano scintillare le punte delle spade e delle lance. Laria era gi densa di fumo, mentre
lincendio si estendeva a tutta la struttura del granaio, facendo sollevare colonne nere verso il cielo.
Figulo si lanci su un altro nemico che cercava di dare fuoco a unaltra parte del magazzino: lo colse
alla schiena, centrandolo poi con un calcio che lo rovesci al suolo, e aprendogli la gola.
Signore, attento!, esclam Rullo, al di sopra del clangore metallico delle armi.
Figulo si volt, appena in tempo per vedere la lancia di uno dei predoni dirigersi verso il suo
collo. Scatt indietro di un passo, abbassandosi per evitare il colpo. Lavversario ringhi e lo attacc
ancora, costringendo loptio ad arretrare ancora, ritrovandosi quasi contro il legno in fiamme con la
schiena, mentre il calore del fuoco gli strinava la nuca. Il volto sfregiato del Durotrigio era illuminato
dalla luce danzante dellincendio, un sorriso crudele che gli arricciava le labbra mentre si rendeva conto
di aver spinto in trappola il nemico. Con un ringhio rauco, lo attacc con un calcio, colpendolo alla
bocca dello stomaco. Il gigantesco Gallo piomb al suolo con un tonfo sordo, perdendo la presa sulla
spada. Rotol di scatto a sinistra; la punta della lancia si piant nel terreno. Il suo avversario ringhi e
risollev larma per attaccarlo ancora. Non cera nulla che Figulo potesse fare, questa volta, e cap di
essere sul punto di morire.
Poi il Durotrigio sussult. Le braccia gli ricaddero lungo i fianchi, un rivolo di sangue scuro che
gli colava dagli angoli delle labbra dischiuse. Il giovane optio vide la punta scintillante di una spada
che gli trapassava la gola. Un attimo dopo, il predone croll in avanti. Rullo si stagli sul cadavere del
nemico, la spada gocciolante di sangue. Figulo scosse la testa per schiarirla e si risollev in piedi.
Sono stati respinti, signore, spieg Rullo, tra un ansito e laltro. Figulo si guard intorno.
Diversi cadaveri di predoni giacevano sul terreno insanguinato intorno al granaio. Qualcuno di loro era
riuscito a fuggire, not subito dopo. Adesso si stavano ritirando in tutta fretta dallinsediamento,
dirigendosi verso loscurit. Ma non cera bisogno di inseguirli. Alla base navale, il centurione Scrofa
aveva capito perfettamente la situazione e aveva ordinato di aprire le porte, in modo che i suoi uomini
potessero caricare i Durotrigi in fuga, abbattendoli tutti. Figulo si sent riempire il cuore di gioia, alla
vista dei nemici in rotta che venivano eliminati uno dopo laltro. Poi quella gioia divenne sgomento,
quando si ricord dellincendio. Si volt verso gli altri.
Portate dellacqua, ordin. Tutta quella che potete! Dobbiamo spegnere le fiamme prima
che il grano bruci. Forza!.
I Romani si misero in azione. Ormai, una piccola folla si era radunata intorno al pi vicino
gruppo di stalle e casupole, e i soldati corsero verso i nativi, gesticolando freneticamente verso il fuoco.
La gente cap subito e corse dentro casa, uscendone un attimo pi tardi con brocche di terracotta o cesti
intrecciati sigillati con la pece, pieni dacqua. Parlando loro nella lingua locale, Figulo ordin di
formare una catena che dalle capanne portava al magazzino. Al suo comando, iniziarono a passarsi i
contenitori lungo la fila, al termine della quale uno dei suoi uomini prese a lanciare lacqua contro il
fuoco. Ci fu un violento sibilo, mentre lacqua spegneva le fiamme, facendo disperdere la colonna di
fumo che si levava verso il cielo. Qualche attimo pi tardi, Cetego li raggiunse, insieme a diversi
uomini dellinsediamento, e Figulo ordin che formassero unaltra fila per domare i vari focolai di
incendio che minacciavano il granaio.
Lentamente, le fiamme si spensero. Lodore del legno umido e della cenere riempiva laria.
Figulo sospir di sollievo. Sebbene la struttura di legno fosse danneggiata al punto da non poterla
riparare, quasi tutto il grano era stato salvato. La guarnigione e la popolazione di Noviomagus non
avrebbero patito la fame. Una volta spento il fuoco, infine si concesse di scivolare a terra, esausto,
accanto a Rullo. Il veterano si asciug il sudore dalla fronte e scosse la testa, fissando i resti bruciati del
magazzino.
Non siamo neanche partiti per Lindinis e gi questi maledetti Durotrigi ci stanno dando del filo
da torcere, borbott. Solo gli di sanno cosa avranno in serbo per noi, quando arriveremo l.
Figulo si strinse nelle spalle. Nessun posto in Britannia era sicuro, e lui lo sapeva. Non finch i
Durotrigi non fossero stati fermati, e i nemici di Roma scacciati da quelle terre una volta per tutte.
...
.
...
Capitolo 5.
...
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...
La mattina seguente, le due sezioni della Sesta Centuria uscirono dalla base navale, sotto un
cielo grigio e invernale. Gli uomini erano stanchi e doloranti, dopo una notte di sonno discontinuo. Per
ordine del centurione Scrofa, tutti i soldati avevano lavorato fino a tardi, alcuni per trasferire le riserve
di grano dentro la base, in caso i Durotrigi tornassero, altri per fare turni di guardia intorno
allinsediamento. Portati via i predoni uccisi e confiscato il loro equipaggiamento, i legionari esausti
erano tornati alle caserme. E comunque era stato impossibile dormire. Per tutta la notte, una folla di
nativi infuriati si era radunata fuori dalle porte della base, protestando con forza per lincapacit dei
Romani di proteggere il villaggio dai predoni. Allinizio dellinvasione, Noviomagus veniva spesso
attaccata dai Durotrigi e molti iniziavano a temere che quei giorni oscuri tornassero. Allalba, i soldati
si erano alzati dalle brande e si erano concessi una veloce colazione, prima di ricevere le cavalcature
dalle scuderie locali. Ora il suono degli zoccoli contro il lastricato riecheggiava nelle strade deserte,
mente gli uomini procedevano verso le porte del villaggio.
Figulo port il cavallo davanti al gruppo, mentre superavano le rovine bruciate del magazzino
ormai vuoto. Rullo gli si affianc e si accigli, sollevando lo sguardo alle nuvole scure che affollavano
il cielo.
Il tempo non sembra affatto buono, borbott. Sar meglio pregare che non cominci a
nevicare prima di arrivare a Lindinis.
Sarebbe un problema?, domand loptio. A me non dispiace, un po di neve.
Un problema?, ripet Rullo, sconvolto.  fredda, ci rallenter e c sempre qualche idiota
che decide di tirarti una palla di neve. Fece una smorfia, a quel pensiero. Comunque, unaltra
campagna e chiuder i giochi. Prender la mia indennit di congedo e me ne andr in qualche posto
piacevole e caldo. Sogghign, guardando Figulo. Ho sentito dire che il clima  perfetto, in Siria. E
che ci sono anche belle donne. In ogni caso, sar un cambiamento positivo, rispetto a questo schifo.
Figulo scoppi a ridere, ma gli sarebbe dispiaciuto vedere Rullo ritirarsi. Era un duro, spesso
imbronciato e aggressivo, ma gli aveva guardato le spalle dal primo giorno in cui aveva messo piede
nella Sesta Centuria, ed era sempre stato pronto a dargli una mano o a offrirgli una parola di conforto in
privato. Un soldato peggiore di lui non sarebbe stato contento di prendere ordini da un uomo che aveva
la met dei suoi anni, ma Rullo aveva compiuto il suo dovere senza mai lamentarsi. Senza il veterano al
suo fianco, Figulo sapeva che guidare il distaccamento sarebbe stato un compito molto pi difficile.
Scilla era alle porte dellinsediamento, in attesa dei soldati. Linviato era accompagnato da un
uomo dai capelli scuri, ben oltre la mezza et, alto e con una barba grigia ordinata e la chioma tagliata
corta, alla maniera dei Romani. Avanzava con la schiena rigida e dritta, il passo arrogante e sicuro, gli
occhi grigi che riflettevano la giusta miscela di eleganza e freddezza dacciaio che si addicevano a un
capo tribale. Un ricco mantello era drappeggiato sulle sue spalle, e al di sotto indossava una tunica e un
paio di calzoni dai colori vivaci. Linviato fiss freddamente Figulo.
Optio, cominci, ho saputo dal centurione Scrofa che i tuoi uomini hanno aiutato a salvare
le scorte di grano, durante lassalto della scorsa notte.
Figulo si strinse nelle spalle. Ci siamo trovati nel posto giusto al momento giusto. Qualunque
altro soldato avrebbe fatto lo stesso, al nostro posto.
Linviato forz un sorriso. Questa  lumilt di un vero soldato romano, s. Ma resta il fatto
che, se non fosse stato per le vostre azioni l al granaio, la brava gente di Noviomagus si sarebbe
trovata ad affrontare una carestia. Il re Cogidubno mi ha chiesto di ringraziarvi personalmente.
Una ricompensa materiale mi sarebbe piaciuta di pi, borbott Rullo tra i denti.
Scilla fulmin il veterano con lo sguardo. Cosa hai detto, soldato?
Niente, replic lui, rigido. Stavo solo dicendo che  bello ricevere dei ringraziamenti, una
volta tanto.
Scilla studi per un attimo il legionario, prima di accennare alluomo al suo fianco. Vi
presento il re Trenagaso, il legittimo sovrano di tutte le trib dei Durotrigi. Si volse a Trenagaso e si
inchin lievemente. Maest, questo  il soldato di cui ti ho parlato: loptio Figulo, della Seconda
Legione.  lui lufficiale al comando della tua scorta.
Trenagaso strinse gli occhi e fiss Figulo come se stesse contemplando un piatto sconosciuto a
tavola. Aveva anelli doro a tutte le dita. Scilla mi ha detto che vieni dalla Gallia. Parlava latino con
un leggero accento straniero.
Figulo annu. La mia famiglia  originaria della trib degli Edui, sua maest.
Antenati della mia, replic con disinvoltura il re. Noi Durotrigi siamo discendenti dei primi
Celti che attraversarono il mare, lo sapevi? Duecento anni fa, i nostri antenati sono approdati su queste
rive, fondando villaggi, innalzando templi e costruendo mercati. Ora i nostri amici romani vorrebbero
fare lo stesso, ma su scala pi vasta, e una minoranza ostile sembra non volerlo accettare. Ipocrita, da
parte nostra, non trovi?.
Figulo esit, non volendo farsi trascinare in una discussione politica riguardo ai punti pi
delicati delle scelte imperiali, ma non volendo neanche offendere il re. Immagino di s, maest.
Lespressione di Trenagaso si irrigid, le zampe di gallina chiaramente visibili agli angoli degli
occhi. Abbiamo voltato le spalle alla civilt per troppo tempo, ormai. Uomini come Quenataco ci
stanno conducendo su un cammino che porter al pi completo disastro. Devono essere eliminati. Gli
tremarono le labbra, bagnate di saliva, mentre continuava: Giuro su tutti gli di che Quenataco si
pentir del giorno in cui mi ha costretto ad abbandonare il mio popolo. Ho trascorso cinque anni in
esilio presso il palazzo del governatore di Narbona. Cinque lunghi anni come re senza terra, mentre
quel maledetto cane mi metteva contro la mia gente. Ora Quenataco scoprir cosa significa essere
scacciati dalla propria casa.
La rabbia nella voce delluomo colse di sorpresa il giovane optio, che si domand se Trenagaso
fosse motivato pi da un profondo odio verso il capo trib attuale, che non dal desiderio di condurre il
suo popolo verso un futuro prospero e pacifico. Scacci con forza quel pensiero, mentre lumore del
Britanno sembrava rallegrarsi, e le sue labbra sottili incurvarsi in un sorriso. Hai sentito dei miei piani
per Lindinis?
Ho sentito qualcosa in proposito, maest, replic lui.
Trenagaso annu, serio. Ho imparato il latino durante lesilio. Ho letto molto, e parlavo spesso
con il governatore. Ho capito che la nostra cultura  decisamente inferiore, e se non seguiremo
lesempio dei Romani, che ci sono superiori, il nostro popolo sar spacciato. Quenataco non comprende
nulla di tutto questo, chiaramente.  un semplice bruto convinto che la resistenza sia preferibile al
cambiamento. Ma una volta che sar stato eliminato, far capire a chi mi  leale i benefici della cultura
romana, per il bene della mia gente. E inizier costruendo il mio palazzo.
 molto saggio e generoso da parte tua, maest, dichiar Scilla. Il popolo ti amer, per
questo.
Furono interrotti dal suono ritmico degli zoccoli di un cavallo in avvicinamento dal villaggio, e
Scilla si volt verso le porte, notando una snella figura che li raggiungeva. Era in sella a un magro
cavallo grigio e aveva un cappuccio ornato di pelliccia tirato fin sul volto per proteggersi dal gelo.
Figulo osserv la figura trottare oltre i soldati, con la sicurezza di qualcuno che doveva avere molta
esperienza in sella.
Ah!, esclam Trenagaso, raggiante dorgoglio. Eccola. Lei  mia figlia.
La persona in sella al cavallo tir delicatamente le redini, fermandolo accanto a quello di
Trenagaso e tirando indietro il cappuccio, per rivelare il viso di unelegante giovane donna con uno
scintillante torque celtico dargento intorno alla gola, e lunghi capelli castani che le scendevano ben
oltre le spalle. Sorrise al padre, gli occhi di un azzurro chiaro che scintillavano sulle lisce guance
tondeggianti. Trenagaso accenn verso di lei, mentre smontava.
Permettetemi di presentarvi mia figlia Ancasta. Figlia, costui  loptio Figulo, della Seconda
Legione.
Ancasta accenn con la testa verso il Gallo, sorridendogli appena quando i loro sguardi si
incrociarono. Figulo si ritrov momentaneamente senza parole, sorpreso dallinattesa vista di una
donna cos bella in mezzo a loro. Si ricompose in tutta fretta.  un piacere conoscerti, Ancasta.
Ancasta lo fiss con severit. Mia signora, per te, lo rimprover, sebbene, al contrario del
padre, la sua voce non avesse alcun accento nativo. Sono la figlia di un re, non una ragazza qualsiasi,
e preferisco che ci si rivolga a me nel modo giusto.
Naturalmente, mia signora, replic Figulo, a disagio. Ti prego di scusarmi. Poi guard
Trenagaso. Lei ecco verr con noi?
Certamente!  sangue del mio sangue. Non la lascer certo qui a Noviomagus. Si accigli,
fissando Figulo.  forse un problema?
No, maest, replic lui, fin troppo in fretta. Poi scosse la testa. Cio, s.  solo che il
viaggio potrebbe essere pericoloso. Potrebbero esserci degli scontri. Non  il posto giusto per una
donna.
Ancasta si pos le mani sui fianchi e fulmin il giovane optio con lo sguardo. Ah s, optio?
Forse preferiresti che restassi a casa a cucinare e a rassettare, come una brava ragazza romana?.
Figulo scosse rapidamente il capo. Non intendevo offenderti, mia signora. Ma questo sar un
viaggio pericoloso. La strada che dovremo seguire  spesso sotto attacco da parte di predoni e briganti.
I soldati che hanno la sfortuna di essere catturati vivi vengono tenuti prigionieri e trattati come schiavi.
E sono i pi fortunati. Gli altri vengono torturati e uccisi. Solo gli di sanno cosa ti farebbero, se ti
catturassero.
E non  questo il tuo compito?, gli rispose Ancasta, gelida. Proteggerci dagli attacchi?.
Il Gallo chin appena il capo. I miei uomini ti difenderanno fino allultimo respiro, mia
signora. Ma non ci sono garanzie.
Ho sentito abbastanza, intervenne Trenagaso. Mia figlia sa combattere. Ha imparato a
brandire una spada praticamente dal giorno in cui ha iniziato a camminare, come ci si aspetta da tutte le
donne della casta dei guerrieri. Ha imparato a combattere da un gladiatore in pensione, allenandosi ogni
giorno, nella nostra residenza a Narbona. E non sto parlando di un semplice gladiatore, bens delluomo
che un giorno ha affrontato il grande Ermete, ed  sopravvissuto per raccontarlo. Posso assicurarti che
Ancasta non sar un peso, per questa missione.
Figulo fece per replicare, ma Trenagaso lo interruppe sollevando una mano.
Questa non  una discussione, optio. Mia figlia verr con noi a Lindinis. In caso non te ne sia
accorto, ci sono diversi altri capi trib che vorrebbero regnare sui Durotrigi, e dovr fare in modo che
lei sposi uno di loro, per creare unalleanza pi ampia. Un giorno sar troppo vecchio e stanco per
regnare e, non avendo figli maschi, Ancasta dovr sposare un giovane capo fidato, su cui possa contare
per continuare il mio retaggio.
Cera un fremito di irritazione, nella sua voce, e Figulo cap che sarebbe stato inutile discutere
ancora. Si strinse nelle spalle, rassegnato, e si inchin. Come desideri, maest.
Bene!, dichiar Scilla, battendo le mani. Se  tutto, dovremmo davvero partire, adesso.
Mentre il re e il suo seguito montavano in sella, Figulo diede ordine ai suoi di fare altrettanto, e
si arrampic faticosamente in groppa al suo cavallo. Come tutti i soldati romani, gli era stato insegnato
a cavalcare, quando era una recluta, ma erano passati due anni dalladdestramento, e ora non gli era
facile ricordare le lezioni di equitazione che il suo centurione gli aveva impartito ad Argentoratum. La
sua stazza robusta lo faceva stare scomodo in sella e, mentre afferrava le redini, fatic a ricordare i
segnali da dare al cavallo. Con un po di difficolt, riusc a spingerlo al trotto verso la testa della
colonna. Il cavallo, a quel punto, si ferm senza motivo. Rullo lo affianc, lanciando uno sguardo ai
Britanni, raggruppati in coda alla colonna.
I benefici della cultura romana, borbott a mezza voce il veterano, in modo da non farsi
sentire dagli altri. Che gran mucchio di stronzate.
Figulo si agit in sella e ammicc allaltro. Dunque non gli credi?
Certo che no. A Trenagaso non importa niente del suo popolo, signore.  chiaro che sta
facendo tutto questo solo per vendicarsi di Quenataco. Scosse la testa. Non sono un politico, ma
perfino uno come me pu capire che questa faccenda finir in un disastro. Un re pi greco che britanno
che scaccia un capo trib amato dal popolo. A me non sembra che esista un modo migliore per far
infuriare i nativi, dico bene?.
Figulo serr le labbra, ma non replic. Rullo aveva ragione. Non era difficile capire perch
Scilla fosse convinto di voler mettere Trenagaso a capo dei Durotrigi. I suoi modi distaccati e il suo
entusiasmo per la romanit sarebbero andati benissimo per la corte dellimperatore. Ma in realt aveva
paura a pensare cosa avrebbero detto i Durotrigi del re esiliato, del suo accento romano e dei suoi
grandi piani per romanizzare le loro tradizioni. Poi scosse il capo con rabbia. Non era compito suo
preoccuparsi delle possibilit di successo degli uomini sotto la sua protezione. Doveva soltanto
obbedire agli ordini al meglio delle sue abilit, come il buon soldato che era. Con un secco strattone
alle redini, spron il cavallo e iniziarono il viaggio verso ovest, diretti a Lindinis.
...
.
...
Capitolo 6.
...
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...
Mentre il distaccamento procedeva verso ovest, lungo il sentiero di terra battuta, le nuvole si
dispersero e il sole brill forte sul terreno, scaldando il fango ghiacciato. Foglie morte marcivano sotto
agli alberi e, mentre passavano attraverso una splendida valle circondata da dolci colline e foreste che
risuonavano del canto degli uccelli, per un attimo sembr quasi possibile dimenticare che erano ancora
in guerra, in Britannia. Le due sezioni di soldati sotto il comando di Figulo cavalcavano davanti alla
colonna, con Helva che faceva da battistrada, un po pi avanti del grosso del gruppo. Il giovane
legionario era un cavaliere nato, e aveva la vista e ludito acutissimi, grazie agli anni passati a cacciare
nella tenuta del padre da ragazzino, dunque era unavanguardia perfetta. Dietro ai legionari cavalcava
Trenagaso, insieme al suo seguito. Il futuro re era seguito da vicino dalle sue quattro guardie del corpo:
ex gladiatori mutilati che aveva arruolato durante la sua permanenza a Narbona. Chiudevano la colonna
i muli da soma, carichi di sacche da sella e ceste piene di fieno.
Man mano che la mattinata procedeva, Figulo inizi a gestire meglio il cavallo, ricordando la
corretta postura da tenere in sella e i comandi esatti da dargli. Giunti al primo pomeriggio, lanimale gli
obbediva senza problemi, rispondendo ai suoi comandi, e loptio cavalcava sicuro in testa alla colonna,
mentre procedevano verso Clausentum, un prospero villaggio costiero nella cui fortezza si sarebbero
fermati per la notte. Il cielo sereno contribu a rallegrare lumore dei soldati, e Bleso intrattenne i suoi
compagni raccontando qualcuna delle sue avventure da taverna.
Avreste dovuto vedere le sue tette, comment con voce roca. Le arrivavano fino a qui, ve lo
giuro. E poi  entrata sua sorella.
Gli altri soldati risero. Figulo si guard alle spalle giusto in tempo per vedere Bleso che
prendeva un sorso dalla sua fiasca. Il legionario si pul le labbra con il dorso della mano pelosa e
sorrise.
Pelo di cane, signore.  il distillato locale. Cetego me ne ha dato un po prima che ci
salutassimo.  notevole. Offr la fiasca a Figulo. Ne vuoi provare un sorso?.
Loptio scosse il capo. Siamo in servizio.  meglio che tu la metta via.
Avanti, signore. Stiamo solo bevendo un goccio, tutto qui. Non c niente di male in questo.
Bleso accenn davanti a s con un ampio movimento del braccio. E poi, siamo in territorio amico. Chi
dovrebbe darci fastidio, qui? I contadini? Le pecore sono pi in pericolo di noi!. Scoppi a ridere alla
battuta e prese un altro sorso dalla fiasca.
Figulo ci pens su. Daccordo, ragazzi. Cercate di non esagerare, per, eh?. Con un cenno del
capo, si gir sulla sella e guard avanti. Con la coda dellocchio, vide Rullo che lo fissava con aria di
disapprovazione. Il veterano scosse la testa e attese che Bleso ricominciasse il racconto. Poi si pieg
verso Figulo e sussurr tra i denti: Non dovresti essere cos indulgente con gli uomini, signore.
Perch?.
Rullo scelse con attenzione le parole. Tu sei un buon soldato, signore. E un giorno sarai un
ottimo centurione. Ma se questi ragazzi si convincono che non sei inflessibile, come farai a tenerli al
loro posto, il giorno che uno di loro si allargher troppo?.
Figulo cap di colpo lerrore. Quando era da solo, spesso ammetteva con se stesso che la
promozione da optio a ufficiale in comando si stesse rivelando pi ardua di quello che pensava.
Comandare gli altri non gli veniva cos naturale. Alcuni, nelle legioni, sembravano nati per diventare
ufficiali, ma il gigantesco Gallo era sempre stato pi a suo agio come secondo in comando, come
tramite fondamentale tra le truppe e il centurione. Il suo carattere allegro e gioviale gli era stato utile, in
questo senso, perch i legionari trovavano facile confidarsi con lui su ci che non andava, e lui poteva a
sua volta riportare le lamentele al centurione. Ma adesso era al comando di quegli uomini, e le stesse
maniere affabili sarebbero potute diventare un problema. Del resto, non gli era daiuto il fatto che fosse
molto pi giovane della maggior parte degli altri soldati, che lo vedevano ancora come un giovane
compagno darmi, piuttosto che come un ufficiale superiore. Quando erano ancora a Vectis, il legato
Celere gli aveva promesso la promozione a centurione, alla fine di quella missione. Ma Figulo si rese
conto che, se voleva davvero quel ruolo, avrebbe dovuto iniziare a comportarsi di pi come un
centurione.
Mentre loscurit scendeva sulla valle, il distaccamento si ferm a Clausentum per la notte. Il
comandante della guarnigione offr subito a Scilla e Trenagaso i suoi alloggi, quando seppe delle
conoscenze dellinviato imperiale, mentre Figulo e i suoi uomini rimasero a dormire sulla paglia di un
magazzino.
Il giorno seguente, si avviarono verso Sorviodunum, lultimo grosso insediamento prima di
oltrepassare il confine dei territori dei Durotrigi. Quella mattina, il tempo si guast. Fitte nuvole nere si
addensarono basse nel cielo, gonfiandosi come se dovessero scoppiare. Un vento gelido prese a soffiare
da sud, schiaffeggiando gli uomini, che si avvolsero nei mantelli nel tentativo di restare al caldo.
Ogni tre o quattro miglia, la colonna oltrepassava una stazione di segnalazione militare: piccole
strutture di legno circondate da terrapieni e aguzze palizzate di legno, controllate da un gruppo di
soldati delle coorti ausiliarie. I piccoli forti facevano ricordare come Roma vinceva le guerre: non con
folli cariche sul campo di battaglia, ma attraverso una campagna di stabile e continua avanzata. Man
mano che le legioni si spingevano sempre pi avanti nelle terre nemiche, stabilivano una rete di strade e
strutture e basi militari, finch i nemici non avevano pi vie di fuga. Figulo non aveva mai pensato alla
vastit dellinvasione in quei termini, ma, mentre procedevano lungo il sentiero sterrato, si stup di
quanto lui e i suoi compagni legionari fossero riusciti a ottenere su quellisola, e di quanto avrebbero
perso, se i Durotrigi fossero riusciti a scacciarli.
Nel pomeriggio del terzo giorno, il distaccamento oltrepass un villaggio situato sul confine tra
il territorio dei Regni e quello dei Durotrigi. Perfino l, molto lontano dai cosmopoliti dintorni di
Noviomagus, si notavano segnali della crescente influenza romana; alcuni degli uomini si erano tagliati
la barba e i capelli, alla maniera di quelli dallaltra parte del mare. Un nativo intraprendente era riuscito
perfino a mettere insieme un po di sesterzi e ad aprire una locanda per servire i soldati assetati che
passavano di l. Gli abitanti del villaggio uscirono dalle capanne per salutarli, e Figulo ordin al
distaccamento di smontare, dando una possibilit ai cavalli di mangiare e riposare prima di procedere
verso ovest. Trenagaso si cal il cappuccio sul volto per non farsi riconoscere. Il suo arrivo in Britannia
era un segreto ben custodito, e Scilla temeva che il futuro re potesse essere riconosciuto da qualche
abitante dei luoghi fedele a Quenataco. Le sue guardie del corpo serrarono lelsa delle spade e gli
restarono accanto, osservando la gente in cerca di eventuali minacce. Ma la maggior parte dei locali
non sembr notare la figura incappucciata in mezzo al gruppo, n curarsene.
Gli uomini di Figulo approfittarono della sosta per sgranchirsi le gambe, smontando di sella e
masticando qualche striscia di carne secca. Qualche bambino accenn un saluto ai soldati.
Laccoglienza calorosa del villaggio fu una piacevole sorpresa rispetto al risentimento che Figulo e i
suoi uomini si erano aspettati, e il giovane optio si rilass lievemente. Not un bambino che lo
guardava timidamente da lontano e gli fece cenno di avvicinarsi. Poi recuper una moneta di rame e si
chin su un ginocchio per offrire al piccolo un trucchetto di magia che aveva imparato a Calleva.
Tenendo la moneta tra pollice e indice, vi port sopra laltra mano e borbott qualche parola magica in
fenicio. Poi scost le dita. Con suo grande stupore, la moneta non si era trasformata in due sesterzi
dargento, come avrebbe dovuto. Ci riprov, facendo pi attenzione alle parole magiche, ma il trucco
non funzion comunque. Dopo un terzo tentativo fallito, Ancasta lo vide e gli si accost.
Dammi qua, lo esort. Fammi provare.
Prendendogli la moneta, la giovane donna la fece scivolare con delicatezza tra pollice e indice.
Il bambino si chin verso di lei per guardare meglio, e cos fece anche un perplesso Figulo. Poi Ancasta
fece danzare laltra mano sulla moneta per un paio di volte e, senza pronunciare una sola parola, apr le
dita e rivel un sesterzio dargento in ogni palmo. Sia Figulo che il bambino fissarono le monete a
bocca aperta. Ancasta ne lanci una al ragazzino deliziato. I suoi grandi occhi scintillarono di gioia, e il
piccolo strinse il pugno intorno al dono, prima di tornare di corsa dai genitori. Figulo sbirci verso
Ancasta.
Ma come hai fatto?
Sono stata a Roma con mio padre, quando  andato a chiedere allimperatore di aiutarlo a
riprendere il potere. La mattina me ne andavo al foro e imparavo qualche trucco magico da un mercante
di profumi cireneo. Roma  una citt piena di carattere. Un luogo molto interessante. Ci sei mai
stato?
A Roma?. Figulo scosse il capo. Temo di no, mia signora. Sono stato sempre troppo
impegnato a combattere.
Lespressione della ragazza si indur di colpo. A combattere i miei conterranei, intendi dire.
Scusami, balbett lui, rendendosi conto dellerrore. Mia signora, intendevo solo dire
che.
Ancasta gli rivolse un sorriso malinconico. Non preoccuparti, optio. So bene come i Romani
considerano la mia gente. So come vedono i nativi come me, gli insulti che mi bisbigliano dietro le
spalle quando vedono questo. Le dita della ragazza sfiorarono il torque che portava al collo. La verit
 che noi Britanni non ci siamo fatti mancare niente, se  per questo.
Che intendi dire, mia signora?
Abbiamo passato generazioni a combatterci tra noi. I nostri capi hanno preferito alimentare
folli faide, piuttosto che cercare di lavorare tutti insieme, e cos quando le vostre legioni ci hanno
invaso, non cera un grande esercito unito a fermarle, e nessuno ha potuto impedire a Roma di
prendersi queste terre. I nostri re erano troppo impegnati a pensare alla propria sopravvivenza, per
riuscire a reagire alla minaccia, mentre i nostri coraggiosi guerrieri si sono gettati contro le vostre lance
e le vostre spade, preferendo una gloriosa sconfitta a una vittoria vile.  sempre stato cos, nelle nostre
terre. Dunque vedi, optio, io non incolpo i Romani per quello che ci  successo. La colpa  tutta
nostra. Siamo stati troppo egoisti per unirci contro un nemico comune. Se fossi stata romana, avrei
invaso anchio la Britannia.
Figulo scosse la testa. Non sono daccordo, mia signora. Carataco si  opposto a noi, non 
cos?  quasi riuscito a batterci, a un certo punto, se non ricordo male, e aveva migliaia di uomini che
appoggiavano la sua causa in tutta lisola.
Molti dei quali erano stati reclutati a forza da scagnozzi dei Catuvellauni che andavano da un
villaggio allaltro a costringere tutti i giovani abbastanza forti e dellet adatta a combattere contro la
loro volont, ribatt Ancasta. Rapiti da insediamenti come questo e gettati in prima linea senza il
minimo addestramento. E dov ora Carataco? A tremare tra le montagne insieme ai selvaggi Siluri,
con lesercito distrutto e i suoi titoli ridotti in cenere. Guardo il bambino che mostrava la preziosa
moneta dargento alla madre. Noi Britanni ci vantavamo di resistere ai forestieri. Adesso siamo invasi
da ogni parte.  come dice mio padre: non c nulla che possiamo fare, tranne cercare di trarne il
massimo vantaggio.
 davvero cos, mia signora? Senza limpero, io non avrei un lavoro. Roma non  poi cos
male, sai?
Non per te, forse. Ma noi siamo dallaltra parte della barricata. Roma protegge solo chi ha
interesse a proteggere. Tutti gli altri devono scendere a patti come ha fatto mio padre, in esilio.
Figulo aggrott la fronte. Non credo di seguirti, mia signora.
Lei gli sorrise comprensiva, lo sguardo che si addolciva. Mio padre  come te, in un certo
senso. Pensa che Roma sia qui per aiutarlo, non il contrario. Ma limperatore ha accettato di
supportarlo soltanto in cambio di un favore.
Un favore?, ripet loptio.
In un certo senso. Ancasta continu a sorridere, ma il suo sguardo era duro e freddo, e ricord
a Figulo lo scintillio della lama di un coltello. In cambio dellaiuto a tornare re, Roma si aspetta la sua
completa collaborazione in tutti i campi, senza alcuna eccezione.  quello che si potrebbe chiamare un
matrimonio di convenienza, ma temo che sar mio padre a pagarne il prezzo pi alto. Non voglio
vederlo diventare lennesimo cagnolino dellimpero, ma purtroppo  cos che andr, alla fine.
Perch sei tornata, allora? Se non sei daccordo con la sua decisione, intendo.
Ancasta sospir. Perch in verit mio padre rappresenta lunica speranza dei Durotrigi. Sa che
il nostro popolo non pu vincere una guerra contro Roma. Vuole la pace, come tutti noi, anche se si
dovr ottenere per mezzo delle armi romane. Vorrei tanto che ci fosse un altro modo.
Figulo rest in silenzio per qualche istante, mentre gli tornava in mente un ricordo della sua
infanzia. Mio padre mi ha detto le stesse cose, sai? Mio nonno  stato uno degli ultimi a opporsi a
Roma, e avrebbe voluto che suo figlio e suo nipote seguissero le sue orme.
Perch avete voltato le spalle ai vostri antenati?.
Il giovane Gallo si strinse nelle spalle. Mio padre sapeva che era inutile tentare di sconfiggere
la potenza di Roma, e lo sapevano anche tutti gli altri nel villaggio. Ha visto come stavano andando le
cose e si  arruolato negli ausiliari. Non ha senso combattere ci che non puoi sconfiggere, questo mi
diceva sempre. Quando sono cresciuto, mi sono arruolato nella Seconda Legione. La migliore decisione
che potessi prendere.
Buon per te. Ricordando laltro sesterzio che teneva in mano, la giovane donna lo tese a
Figulo. Tienilo tu, optio. Forse un giorno ti insegner un trucchetto o due.
Si guardarono negli occhi per un breve istante, e lei gli sorrise con dolcezza. Figulo prov un
lampo di calore nelle vene, e si sent bruciare le guance. Distolse rapidamente lo sguardo, colto da un
profondo imbarazzo. Non aveva molta esperienza con le donne. Aveva provato a darsi da fare,
goffamente, con una ragazza del suo villaggio, la notte prima di arruolarsi, e poi ogni tanto si era
sfogato con qualche prostituta, quando ne aveva avuto lopportunit. Ma, in generale, si poteva
considerare un vero e proprio novellino, quanto alle donne, e si rendeva conto della timidezza che
provava nei confronti di Ancasta. Si infil la moneta nella borsa, deciso a tenerla al sicuro.
Poco dopo, gli uomini rimontarono in sella e ripresero il viaggio verso ovest. Attraversato il
villaggio, oltrepassarono il confine del territorio dei Durotrigi. Il sentiero sterrato divenne ben presto
del tutto deserto, e la colonna oltrepass qualche fattoria isolata in mezzo a tristi boschi invernali, i
rami nudi degli alberi che si sollevavano contorti verso il cielo pallido e grigio. Le nuvole scure presero
a brontolare cupamente sopra di loro, e al quarto giorno cominci a piovere. Il cielo si apr in uno
scroscio torrenziale che gett un velo gelido dacqua addosso al gruppo di Romani e Britanni,
inzuppando i loro abiti invernali e trasformando il sentiero in una pozza di fango. I soldati trottavano
chiusi in un cupo silenzio, il picchiettio metallico della pioggia contro gli elmi e gli scudi
accompagnato dal gorgogliante risucchio causato dagli zoccoli dei cavalli nella fanghiglia del tratturo.
Piovve per tutto il giorno, e un vero e proprio temporale si abbatt sul forte di Durnovaria, dove
passarono la notte.
La mattina del quinto giorno, il gruppo si mise in viaggio per coprire le ultime miglia di
cammino. Ogni tanto, si trovarono a oltrepassare le tracce di attacchi avvenuti nella tormentata regione:
i resti carbonizzati di carri di provviste dati alle fiamme sui lati della strada e fortini e stazioni di
segnalazione abbandonati che non erano riusciti a difendersi contro la minaccia costante dei nativi.
Seguirono il sentiero lungo una valle cupa, il terreno scivoloso di fango per le recenti piogge. Cerano
degli alberi caduti sulla strada, e gli uomini dovettero fermarsi due volte per spostarli, rallentando la
marcia. A destra della colonna si trovava una bassa collina boscosa, punteggiata di betulle e spinosi
cespugli di ginestra. A sinistra scorreva un torrentello. Mentre avanzavano, un vento freddo si alz,
arruffando lerba alta sui fianchi della collina come un migliaio di serpenti sibilanti. Figulo alz lo
sguardo e strinse gli occhi per osservare meglio la cresta fitta dalberi, domandandosi se avesse visto
davvero un rapido movimento tra le ombre.
Quanto manca a Lindinis, secondo te?, gli chiese Scilla, affiancandoglisi. Figulo si gir sulla
sella e lanci unocchiata allorizzonte. Altre sette od otto miglia, credo. Con un po di fortuna,
dovremmo raggiungere il forte prima di sera.
Linviato spost lo sguardo nervoso sul crinale della bassa collina che Figulo aveva appena
osservato e si accigli. Siamo in pericolo, qui, optio?
Difficile dirlo. Questo territorio dovrebbe essere sotto il nostro controllo, ma larea  piena di
bande di predoni.
Scilla deglut rumorosamente. Che razza di predoni, per la precisione?.
Loptio alz le spalle. Alcuni sono soltanto gruppi di guerrieri disperati che non vogliono
ammettere di essere stati sconfitti. Per la maggior parte, si sono rifugiati nei boschi, dopo che abbiamo
conquistato le loro terre. Poi ci sono i briganti che saccheggiano i carri di passaggio. E anche le altre
trib si sono messe in azione. I Siluri e i Dumnoni hanno superato spesso i confini, ultimamente, a
quanto pare.
Scilla sgran gli occhi, allarmato. Capisco.
La conversazione fu bruscamente interrotta da Helva che tir le redini, un po pi avanti rispetto
a loro, fermando il cavallo. Figulo sollev una mano, segnalando alla colonna di fermarsi, e trott
avanti per raggiungere il giovane legionario.
Ebbene?, gli domand. Che succede, ragazzo?
Credo di aver sentito qualcosa, signore, sussurr lui, con la voce che tremava di paura.
Forse una voce.
Figulo fece fermare il cavallo e tese le orecchie, ascoltando con attenzione. Inizialmente, non
riusc a sentire nulla, se non il mormorio discreto del ruscello, il vento tra le foglie secche e il suo
cavallo che sbuffava aria fredda dalle narici. Si accigli, scuotendo la testa. La recluta era nervosa, tutto
qui come lo erano tutti i giovani soldati, la prima volta che uscivano di pattuglia.
Ti sbagli. Non ho sentito un bel.
Poi un suono si propag nellaria, un suono maledettamente familiare al giovane Gallo che
aveva gi affrontato i Britanni in battaglia. Un suono che gli provocava sempre un brivido gelido lungo
la schiena.
Leco distinta di un corno da guerra celtico.
...
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...
Capitolo 7.
...
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...
Gli uomini della Sesta Centuria rimasero rigidi in sella mentre i corni da guerra facevano
risuonare ancora una volta le loro lugubri note e i cavalli si agitavano, sbuffando e nitrendo, come se
avessero riconosciuto limminente pericolo. Subito dopo, un rauco urlo di battaglia nativo si lev
nellaria e una fila di uomini comparve sulla cresta della bassa collina a destra della colonna. Figulo ne
cont almeno una dozzina. Brandivano lunghe spade celtiche e lance. Alcuni di loro erano armati di
piccoli archi.
Predoni, sibil Rullo, alle spalle di Figulo. Lo sapevo, dannazione!.
Su gli scudi e continuate a muovervi!, grid loptio al resto del gruppo, piantando i talloni nei
fianchi del cavallo. Non vi fermate!.
Proprio in quel momento, gli arcieri durotrigi scoccarono una salva di frecce contro la colonna,
e si ud un tintinnio metallico, quando le punte incontrarono gli scudi che i Romani avevano
prontamente sollevato, fermando tuttavia la colonna. Mentre i nemici si avvicinavano, le prime lance
furono scagliate contro i Romani, e Figulo ud un nitrito di dolore dal retro della colonna. Si volt e
vide il cavallo di Trenagaso impennarsi, con una lancia piantata nel fianco. Con un urlo di terrore, il
futuro re perse la presa sulle redini e piomb gi dalla sella, finendo nel fango. Le sue guardie del
corpo smontarono in tutta fretta e lo affiancarono, mentre Scilla fissava la scena dallalto del suo
cavallo, pietrificato dalla paura. Comprendendo che non era pi possibile fuggire, Figulo torn indietro,
sguain la spada e ordin alla colonna di fermarsi.
Formazione, url. ora!.
Si ud un generale tintinnio metallico mentre i soldati sguainavano le spade e giravano i cavalli
contro i predoni che li caricavano dal fianco della collina. Figulo sent i muscoli tendersi per lansia,
rendendosi conto che gli avversari si stavano lanciando contro gli uomini sul davanti della colonna. Ora
che erano pi vicini, vide che alcuni di loro indossavano delle armature romane e brandivano scudi e
spade recuperati da precedenti attacchi. Lanciarono un selvaggio urlo di guerra, uscendo dalla macchia
dalberi e lanciandosi su di loro in un turbinio di spade scintillanti, infilandosi tra i cavalieri e
schivando i disperati fendenti dei soldati. Gli scudi della scorta romana non erano adatti a combattere
da cavallo, e costringevano gli uomini a un forzato adattamento. Gli uomini di Figulo attaccarono
ripetutamente i Britanni, alcuni usando gli scudi come arma contundente per colpire con i bordi affilati
la testa dei nemici pi vicini.
Uno scarno guerriero dai capelli grigi attacc il giovane optio, cercando di trapassargli la gola
con la lunga spada celtica. Figulo cambi posizione e par il colpo, deviando la punta scintillante
dellarma dalla sua testa. Ora che lavversario era esposto, tent di colpirlo al collo. Ma il predone
schiv agilmente lattacco e Figulo imprec tra i denti al pensiero che lui e i suoi dovessero combattere
con i corti gladi della legione, invece di essere armati delle pi lunghe spade tipiche della cavalleria
romana. Tent un altro affondo contro lavversario, questa volta piegandosi in avanti sulla sella per
massimizzare lallungo. Luomo url di dolore quando la lama gli perfor il collo con un disgustoso
rumore di cartilagini squarciate. Lasci cadere la spada e croll a terra. Figulo si gir sulla sella,
cercando il prossimo avversario.
Merda!, sbott Rullo. Dietro di te, signore!.
Loptio si gir di scatto, guardando verso la cima della collina. Una fila di arcieri era ritta sul
crinale, ma Rullo indicava oltre. Il giovane Gallo si sent gelare il sangue nelle vene, quando vide una
seconda banda di predoni britanni che usciva dai boschi, ancora pi indietro. Puntavano dritti verso
Trenagaso e il suo seguito, correndo e urlando selvaggiamente. In pochi istanti avrebbero raggiunto il
re, se Figulo non fosse riuscito a fermarli. Serr i denti e fece partire il cavallo al galoppo, scuro in
volto, puntando dritto verso i Britanni. Un uomo gli si par davanti, affondando la spada verso di lui.
Loptio tir di scatto le redini, parando il colpo con la sua spada. Il Britanno barcoll in avanti per
linerzia dellattacco. Figulo si pieg sulla sella e gli piant la spada nel ventre. Luomo esal un rauco
grugnito, mentre le interiora gli si rovesciavano nel fango. Croll in avanti e Figulo vide il secondo
gruppo di Durotrigi lanciarsi contro le guardie del corpo di Trenagaso. Gli uomini si erano disposti in
cerchio intorno al re, ma erano in netta inferiorit numerica, e tre di loro morirono in rapida
successione. Adesso, soltanto una guardia si frapponeva tra i Durotrigi e il re.
Figulo spron il cavallo. Gli avversari sulla collina continuarono a suonare i corni da guerra, nel
tentativo di ispirare i compagni e condurli alla vittoria. Alcune frecce passarono sibilando fin troppo
vicine alloptio, mentre gli arcieri lungo il fianco dellaltura tentavano di fermarlo prima che
raggiungesse il re. Sentiva il sudore scorrergli lungo le braccia, incollandogli la tunica alla pelle.
Davanti a lui, Ancasta smont di sella e afferr la spada di una delle guardie cadute, lanciandosi verso
il nemico pi vicino e schivando agilmente un attacco prima di piantargli la lama nellinguine con la
velocit e la precisione di un combattente esperto. Il Durotrigio ansim per la sorpresa di essere stato
sconfitto da una donna. Ancasta, per tutta risposta, rigir la spada nella ferita e poi la liber con uno
strattone.
Figulo punt lo sguardo su un nemico che si lanciava contro Trenagaso, mentre il sangue gli
pulsava selvaggiamente nelle vene. Il predone sent il ritmico rumore degli zoccoli dirigersi verso di lui
e si blocc, girandosi appena in tempo per vedere limponente Gallo che gli torreggiava sopra. Loptio
mir a un punto appena sotto il mento delluomo e affond la spada prima che potesse reagire. La
punta si piant nel collo dellavversario, facendogli rovesciare indietro la testa al violento impatto. Poi
Figulo liber la lama, con un lampo di soddisfazione nel petto nel vedere il predone piegarsi in due.
Gli altri sei nelle vicinanze si voltarono allunisono verso di lui, e il giovane cap che non
avrebbe avuto scampo. Ma doveva guadagnare tempo, per dare a Trenagaso una possibilit di sfuggire
allagguato. Sorrise cupamente tra s, a quel pensiero, mentre si lanciava tra i nemici. Con un profondo
ruggito, li attacc senza tregua, in un turbinio di fendenti e affondi che colsero di sorpresa i Durotrigi.
Uno di loro riusc a schivarlo e a lanciarsi contro Trenagaso, ancora stordito nel fango accanto al
cavallo ferito. Ancasta si gett verso luomo, piantandogli la spada nelle costole prima che potesse
attaccare il padre. Ma i predoni avevano quasi circondato Figulo, che rideva istericamente allidea di
morire in quella squallida zuffa, dopo essere sopravvissuto a battaglie molto pi terribili, nei suoi anni
in Britannia.
Proprio in quel momento, sent il rumore degli zoccoli di un cavallo alle spalle. Subito dopo,
Bleso scatt avanti e si lanci sul pi vicino nemico con un affondo violento, piantandogli la spada nel
petto prima di liberarla e tagliare la gola a un altro Britanno.
Avanti!, rugg contro i confusi avversari. Chi  il prossimo di voi bastardi che vuole
morire?.
Figulo si lanci uno sguardo alle spalle e vide che la prima banda di predoni era stata dispersa: i
Romani avevano respinto lattacco con colpi duri e precisi, e stavano eliminando uno a uno quei pochi
che ancora non erano scappati. Gli altri avevano gi voltato le spalle allo scontro e si erano rifugiati
sulla collina, abbandonando i compagni moribondi appena avevano capito di essere stati sconfitti. Ora
che il primo gruppo era in rotta, molti altri soldati riuscirono a unirsi a Bleso e Figulo nel respingere la
seconda banda di Britanni. Confusione e panico si sparsero tra i ranghi dei nemici, mentre venivano
abbattuti dalle spade dei difensori. I Romani si prepararono a mettere in fuga gli ultimi predoni,
inseguendoli come ratti in un magazzino, e la battaglia si trasform ben presto in un massacro.
Non cera pi bisogno di restare in formazione, e i soldati si lanciarono disordinatamente sul
nemico in rotta. Figulo torn a guardare Ancasta, che stava controllando il padre stordito. Fiss le
guardie uccise, scuotendo la testa, incredulo. Una densa pozza di sangue si era formata sotto il fianco
del cavallo del re colpito a morte.
Fai montare tuo padre sul tuo cavallo, ordin loptio alla giovane donna. Subito!.
La ragazza si pul il sangue dalla fronte e annu, richiamando la guardia sopravvissuta per
aiutare Trenagaso a montare a cavallo. Poi Figulo si volt verso i nemici rimasti. Ma ormai i predoni si
stavano ritirando, e ovunque guardasse, il terreno era pieno dei loro cadaveri. I soldati davanti alla
scorta si erano lanciati verso gli alberi e si piegavano sulla sella per infilzare gli arcieri che tentavano di
coprire la ritirata dei compagni. I Romani si lanciarono tra loro con ovvio entusiasmo, e ben presto
spinsero gli avversari a una disordinata e completa ritirata. I Durotrigi tornarono di corsa sulla cima
della collina, tra le urla di rabbia del loro comandante, una figura in ombra, in sella a un cavallo sulla
cresta dellaltura.
Quei bastardi stanno scappando!, ringhi Bleso, indicando diversi uomini che correvano
verso il comandante. Dovremmo inseguirli, signore!.
Figulo rest immobile per un attimo, combattuto tra il violento desiderio di inseguire i predoni
rimasti e la necessit di raggiungere prima possibile il forte di Lindinis. Dopo una breve pausa, scosse
la testa. No. Lasciali andare.
Bleso si accigli. Ma, signore.
Non c altro che possiamo fare, ripet Figulo con maggiore decisione. Il forte dista ancora
parecchie miglia. Dobbiamo andarcene, prima che ne arrivino altri. Si gir verso Rullo. Richiama gli
uomini.  un ordine.
Bleso si morse la lingua e annu cupamente. Figulo ordin alla colonna di rimettersi in
cammino. Alcuni Durotrigi si fermarono a distanza di sicurezza, quasi in cima alla collina, e lanciarono
contro di loro pietre e sassi. Il comandante agit un pugno con rabbia contro i suoi nemici giurati,
prima di spronare la cavalcatura e sparire dallaltra parte dellaltura. I pochi Durotrigi rimasti lo
seguirono. Figulo li guard allontanarsi. Poi spost gli occhi su Helva.
Raduna i nostri caduti, ordin seccamente. Legali sulla groppa dei muli.
Helva annu con decisione e si allontan con un altro soldato. Loptio prese un respiro
profondo, i muscoli del busto che tremavano di fatica. Quanto era durato lagguato? Un quarto dora?
Forse meno. Eppure, era sembrato molto di pi. I muscoli gli dolevano per la tensione della lotta e il
cuore gli pulsava ancora a un ritmo insostenibile. Rest a guardare mentre i corpi senza vita delle
guardie del corpo del re, dei servitori e dei tre soldati caduti venivano issati sulla schiena dei muli da
soma. Pi tardi avrebbero costruito loro delle appropriate pire funebri. I nemici uccisi sarebbero rimasti
a marcire nel fango. In un giorno o due, i sopravvissuti sarebbero tornati a seppellire i loro morti, una
delle loro pi barbariche usanze.
Mentre il giovane Gallo ordinava ai soldati di riformare i ranghi, not Scilla che tremava
visibilmente, puntando lo sguardo verso la collina. Era ovvio che temesse un nuovo attacco. Ma Figulo
sapeva che i Durotrigi non sarebbero tornati, almeno per un po. Anni di battaglie contro le legioni
avevano reso i Britanni dei maestri di agguati e guerriglia, e i loro rapidissimi attacchi erano seguiti da
altrettanto rapide ritirate nei boschi circostanti, prima che i Romani potessero chiamare i rinforzi.
Strategia, quella, che si era rivelata brutalmente efficace, come loptio sapeva bene. Ma non avrebbero
potuto arrestare lavanzata romana nelle loro terre. Le loro tattiche erano destinate a fallire, proprio
come la resistenza che ogni trib aveva opposto a Roma sullisola. Alla fine non avrebbero vinto, ma
soltanto rallentato la loro inevitabile sconfitta.
Chi abbiamo perso, alla fine?, chiese a Rullo, mentre il gruppo si avviava di buon passo verso
Lindinis.
Rullo si schiar la gola. Laterense, Buteo e Paeto.
Figulo annu in silenzio. Avrebbe dovuto scrivere delle lettere di condoglianze alle famiglie.
Tutti dei bravi ragazzi. Rest in silenzio per qualche istante, perso nei propri pensieri. Poi torn a
rivolgersi al veterano. E gli altri?
Un paio ha riportato delle ferite. Altri due se la sono cavata con qualche graffio. Niente di
serio, comunque, signore.
Gli di sono stati misericordiosi.
Il veterano fece una smorfia. Gli di non hanno niente a che fare con tutto questo, signore.
Abbiamo combattuto bene e mantenuto la disciplina, ed  lunico motivo che ci ha permesso di uscirne
vivi, al contrario di quei bastardi.
Figulo sporse le labbra. Una rabbia amara gli si strinse intorno al cuore, mentre ordinava alla
colonna di affrettare il passo. Aveva perso tre uomini e non avevano ancora scacciato Quenataco.
Mentre si avviava verso la testa della colonna, intim un ritmo veloce alla marcia, nonostante il rischio
di sfiancare i cavalli prima di raggiungere Lindinis. La luce del giorno gi si affievoliva. Dovevano
affrettarsi, se volevano raggiungere il forte prima del calare della notte.
...
.
...
Capitolo 8.
...
.
...
La colonna raggiunse Lindinis nel tardo pomeriggio. Figulo prov un sollievo notevole quando
vide il forte in lontananza. I cavalli erano esausti per la corsa che loptio aveva imposto alla colonna, e
avevano rallentato molto nelle ultime due o tre miglia. L, le valli punteggiate di foreste lasciavano il
posto a una vasta distesa di campi, disposti intorno alle rive di uno stretto fiume, il terreno acquitrinoso
nei punti in cui il corso dacqua era uscito dagli argini dopo le recenti piogge. Ai lati della strada si
trovavano diverse fattorie abbandonate, circondate da campi incolti. La temperatura si era ulteriormente
abbassata, e Figulo vedeva il respiro condensarsi in vapore biancastro davanti alle labbra, mentre
osservava il forte, a forse un miglio da loro, verso ovest.
La fortezza era stata costruita sulla piana a sud del fiume, con un ponte che la collegava alla
riva opposta, dove una strada conduceva a nord, in parte lastricata. Osservando il territorio con gli
occhi acuti del soldato, Figulo comprese limportanza strategica di Lindinis per lintera campagna. Il
forte offriva un collegamento fondamentale tra i nuovi mercati di Corinium e Aquae Sulis a nord e
quelli di Sorviodunum e Calleva a est, e la sua posizione lo rendeva un deposito di provviste e
rifornimenti altrettanto fondamentale per le legioni che si sarebbero spinte a ovest in primavera. Inoltre,
se Roma fosse riuscita a serrare la presa su Lindinis e le regioni circostanti, Carataco sarebbe rimasto
bloccato tra le terre montane di Siluri e Ordovici.
Optio!, chiam Scilla. Cos quella cosa laggi?.
Figulo segu lindice puntato dellinviato. Not un grosso cumulo di terra che si sollevava dal
terreno, a diverse miglia di distanza. La struttura si estendeva per quasi un quarto di miglio e, anche a
quella distanza, era possibile notare le rampe e i terrapieni che la circondavano. Era una vista notevole,
che suscitava sempre ammirazione e piet insieme, nel cuore del giovane Gallo.
 una collina fortificata. Aggrott la fronte, prima di aggiungere: O quel che ne resta.
Scilla sbuff. Dopo tutto quello che ho sentito dire in proposito, mi aspettavo qualcosa di
pi grandioso. Rise e scosse la testa.  incredibile che i loro guerrieri siano riusciti a resistere
tanto a lungo dentro a fortificazioni cos rozze.
Guardando la fortezza, era facile per Figulo immaginare perch i nativi non apprezzassero la
vita sotto le leggi romane. Le colline fortificate, un tempo fiere e orgogliose, adesso erano
abbandonate, le loro rovine annerite appena visibili in cima ai terrapieni come denti marci, a ricordare
dolorosamente lumiliante sconfitta subita contro i soldati della Seconda Legione.
Tre figure indistinte si avvicinarono alla colonna, provenienti dal forte. Quando furono meno
distanti, Figulo le riconobbe allistante: erano ausiliari, Batavi dalle folte barbe, con i loro caratteristici
scudi ovali. Loptio tir piano le redini, rallentando landatura del suo esausto cavallo fino a farlo
fermare del tutto. I Batavi fissarono sospettosi i soldati, impugnando lelsa delle spade, pronti a
sguainarle alla minima provocazione. Considerando che i nemici avevano cominciato a razziare
lequipaggiamento romano, la cautela era comprensibile, concesse Figulo. Gli uomini che venivano
dalle rive settentrionali del Reno erano noti per essere guerrieri indomiti, senza eguali in battaglia, ma
quelli che avevano di fronte sembravano piuttosto ansiosi. Il cavaliere al centro indossava un elmo
ornato di una cresta di piume, e Figulo si raddrizz sulla sella, mettendosi sullattenti nel riconoscere
un ufficiale superiore. I due alle spalle delluomo continuarono a guardarsi intorno, come se si
aspettassero un agguato da un momento allaltro.
Chi sei?, domand lufficiale, rivolgendosi direttamente al giovane Gallo.
Optio Orazio Figulo!, rispose lui, salutandolo, per poi spiegare in poche parole la missione e
presentando alluomo linviato imperiale e Trenagaso. Lufficiale guard il secondo con molto
sospetto.
Sono il centurione Gaio Vibio Tuditano, replic infine, tornando con lo sguardo sulloptio.
Le sentinelle vi hanno visto avvicinarvi. Il prefetto Cosconiano mi ha inviato a scortarvi al forte.
 un po tardi per questo, signore, borbott Rullo. Siamo stati attaccati a qualche miglio da
qui. Ed  stata quasi la fine, per noi.
Non ci fu alcuna espressione di sorpresa, sul volto teso del centurione. Lo immaginavo. Questa
strada era pericolosa gi prima che succedesse tutto il resto.
Cosa?, domand Figulo, aggrottando la fronte. Cosa  successo, signore?.
Il centurione Tuditano inarc un sopracciglio, fissando loptio. Non avete saputo nulla,
dunque? Quenataco ha ricominciato con i suoi sporchi trucchi, creando pi problemi che mai. Questo
posto  completamente andato in malora. Scosse la testa. Il prefetto Cosconiano vi racconter i
dettagli. Se volete seguirmi,  meglio non restare qui fuori pi a lungo del necessario.
Bleso sembr sorpreso. Non puoi temere un attacco in questo punto, signore. Siamo
praticamente sotto al forte.
Tuditano fiss il legionario. Allora si vede che non conosci molto bene i Durotrigi. Non
temono n noi, n i nostri eserciti. Perfino i nostri sono meno coraggiosi di loro.
Il centurione volt bruscamente il cavallo e lo spron verso il forte. Figulo guid la colonna
dietro di lui e, mentre trottavano lungo la strada fangosa, port lattenzione allinsediamento nativo a
meno di un quarto di miglio a sud del forte. Il villaggio era protetto da un terrapieno e da un fossato
esterno, e i tipici tetti di paglia delle capanne di canne e fango dei Celti si distinguevano appena al di
sopra delle fortificazioni. Fili di fumo grigio si sollevavano dai tetti, salendo verso il cielo ormai scuro.
Linsediamento sembrava grande pi o meno quanto la collina fortificata, consider Figulo, tranne per
il fatto che era situato pi in basso e non possedeva le sue difese.
Poco pi avanti, raggiunsero il cancello principale sul lato est del forte. Un fossato esterno e un
terrapieno interno protetto da palizzate di legno appuntito offrivano protezione dagli attacchi nemici, e
una stretta rampa conduceva oltre il fossato, raggiungendo lentrata. Gli ingegneri erano al lavoro sulle
palizzate, intenti a ripararle. Figulo guard il centurione e accenn con il mento agli uomini poco
distanti. Avete avuto problemi?.
Tuditano ridacchi. Una tempesta, Romano. Ha distrutto le nostre difese, ieri notte. Gli
abitanti del villaggio, per, se la sono vista ancora peggio. Parecchie capanne sono state abbattute.
Le sentinelle osservarono con cautela la colonna in avvicinamento, dal posto di guardia sopra il
robusto cancello di legno, al cui esterno si trovavano due ausiliari. Abbassarono le lance alla vista di
Tuditano e ci fu una breve attesa, mentre una delle sentinelle andava a chiamare il comandante di turno.
Figulo si guard intorno per cercare segni della presenza delle solite strutture  taverne e bordelli  che
normalmente si affastellavano a poca distanza dai forti, messe in piedi da intraprendenti commercianti
locali pronti a guadagnare qualche sesterzio dai soldati. Ma l non cera niente di tutto ci: un ovvio
segnale che la situazione, nei dintorni, non era affatto pacifica.
Le porte si aprirono. Tuditano condusse la scorta allinterno del forte e Figulo spinse il suo
cavallo sulla rampa e oltre i cancelli, tornando a guardarsi intorno. La struttura ordinata del forte gli fu
subito familiare, poich tutte le fortezze romane erano costruite secondo le stesse regole di base.
Appena dopo i cancelli cerano le scuderie e gli alloggi dei cavalieri, insieme ai fienili che davano da
mangiare ai cavalli. Al centro del forte si ergevano il quartier generale e linfermeria, insieme ai granai
dove si dovevano accumulare le provviste della guarnigione per linverno. Dallaltro lato del forte si
trovavano le caserme della fanteria. Figulo cont diversi edifici, abbastanza per ospitare almeno due
coorti. Il forte era molto pi grande di quanto non si fosse aspettato, ed era chiaro che in precedenza
Lindinis era stata difesa da una guarnigione ben pi vasta.
Gli ausiliari se ne stavano seduti in piccoli gruppi intorno alle caserme. Alcuni si passavano
delle brocche di vino. Altri giocavano a dadi o si prendevano cura dellequipaggiamento. Ma l non si
respirava il solito senso di cameratismo dei soldati fuori servizio; Figulo non pot fare a meno di
notarlo. I Batavi, che di solito erano gli ausiliari pi rumorosi, erano stranamente silenziosi.
Sembravano cupi e preoccupati, e si capiva subito che avevano il morale a terra.
Mentre loptio al comando inviava un impiegato a occuparsi dellalloggio per Trenagaso e il
suo seguito, i soldati dissellarono i cavalli e furono accompagnati in una delle caserme vuote. Figulo
ordin a Helva di occuparsi dei cavalli e a Rullo di controllare gli uomini. Poi si affianc a Scilla e
segu Tuditano verso lalloggio del prefetto, sentendo i muscoli bruciare di stanchezza e lo stomaco
brontolare per la fame. Aveva sperato in un po di riposo, dopo aver raggiunto Lindinis, ed era stato
spronato, nelle ultime faticose miglia di viaggio, dalla prospettiva di un pasto caldo e un letto comodo.
Ma ora quei semplici piaceri avrebbero dovuto attendere.
Tuditano condusse gli uomini oltre il campo daddestramento, e verso il quartier generale.
Entrarono in una piccola stanza illuminata fiocamente da candele di sego, con il pavimento di terra
battuta coperto da assi di legno. Un uomo dal volto sbarbato coperto da un mantello con una fascia era
seduto con aria afflitta dietro a una scrivania piena di pergamene e tavolette di cera. Tuditano si schiar
la gola, annunciando larrivo dei due ospiti, e il prefetto si alz rigidamente dalla sedia. Un anello doro
con un sigillo gli scintillava al dito, not Figulo. Al contrario della maggior parte degli uomini sotto il
suo comando, Cosconiano era un Romano di nascita, come quasi tutti gli ufficiali superiori che
controllavano i reggimenti ausiliari. Il prefetto rivolse un sorriso stanco allinviato imperiale, ignorando
il giovane optio.
 un piacere conoscerti, signore, dichiar. Ho saputo che hai avuto qualche problema, lungo
la strada.
Un gruppo di predoni, replic con decisione Figulo, gonfiando il petto. Nulla che io e i miei
uomini non fossimo in grado di affrontare, signore.
Loptio ci ha salvato la vita, soggiunse Scilla. E anche quella del re Trenagaso. Se non fosse
stato per lui, poco ma sicuro, non saremmo riusciti a sopravvivere. Gli dobbiamo molto.
Cosconiano forz un sorriso. Ti siamo debitori, optio.
Figulo inizi a spiegare lo scopo della missione, ma Cosconiano sollev unesile mano per
zittirlo.
So perch siete qui. Siete venuti a scacciare quel maledetto Quenataco e a mettere sul trono al
suo posto il vostro uomo.
Scilla si accigli. Come fai a saperlo, prefetto? Larrivo di Trenagaso in Britannia doveva
essere un segreto noto soltanto a pochi uomini selezionati, e sono certo che il tuo nome non era tra
loro.
Cosconiano smise di sorridere. Non  pi un segreto, temo.
Scilla lo fiss freddamente. Ti prego, continua.
Il prefetto raddrizz la schiena. Ho delle brutte notizie, signori. Quenataco ha saputo che
volete rimpiazzarlo e con luomo che lui stesso aveva scacciato anni fa, nientemeno.
Da chi lha saputo?, domand Scilla.
Non da qualcuno allinterno di questo forte, ribatt Cosconiano, sulla difensiva. Non
sapevamo niente del piano, finch questa mattina Quenataco ha creato seri problemi.
Linviato si accigli cupamente. Qualcuno deve averglielo riferito. Qualcuno allinterno del
nostro accampamento. Scosse la testa. Spiegami nei dettagli cosa  successo, prefetto.
Cosconiano si agit, a disagio. Ho inviato un gruppo di ingegneri a Lindinis per riparare i
danni che la tempesta aveva causato allinsediamento: sapete, uno di quegli atti di buon vicinato che il
generale Plautio vuole che facciamo. Tir su con il naso. Ma gli ingegneri sono rimasti intrappolati
nel villaggio quando Quenataco ha saputo dellarrivo del vostro uomo. I suoi sostenitori hanno
circondato i miei uomini e li hanno rinchiusi in una stalla, dopodich hanno dato fuoco alla struttura.
Quei poveri bastardi sono stati arsi vivi. Quenataco ha denunciato pubblicamente Trenagaso, dicendo
che  un fantoccio dellimpero e sta incitando alla ribellione lintero villaggio. Sta anche tentando di
ricevere rinforzi da uno degli insediamenti sotto il suo comando.
Scilla si accarezz il mento. Capisco. E dove si trova adesso Quenataco?.
Il prefetto si strinse nelle spalle. Nascosto nel villaggio insieme alle sue guardie, suppongo.
Sei sicuro che non sia andato via?.
Cosconiano scosse la testa. I miei esploratori stanno pattugliando la zona e arrestando tutti i
guerrieri che cercano di raggiungerlo dagli altri insediamenti. Avrebbero visto Quenataco, se avesse
cercato di darsela a gambe. Comunque, a quanto pare non  nel suo stile.  uno di quei nativi pazzi che
preferiscono combattere, anche quando le possibilit sono contro di loro.
Scilla strinse gli occhi, fissando il prefetto. Perch non hai fatto nulla per evitare questa
sfortunata serie di eventi?.
Cosconiano si risent visibilmente al rimprovero dellinviato. Non sapevo se le voci che
giravano sul fatto di deporre Quenataco fossero vere, finch non siete arrivati voi. Se avessi arrestato il
re prima di avere qualcuno pronto a rimpiazzarlo, si sarebbe scatenato il caos. I nativi sono gi
abbastanza inquieti senza ulteriori stimoli.
Daccordo, concesse Scilla. Ma se la sua propaganda populista gli ha fatto ottenere
l'appoggio di altri gruppi, come stai dicendo, qualunque tentativo di deporlo dal comando sar adesso
molto pi rischioso.
Gli altri capi potrebbero aiutare Quenataco, sugger Figulo, mentre pensava febbrilmente al
da farsi. Le fazioni tribali di solito non si sopportano, ma quando si tratta di Roma, mettono da parte
ogni divergenza. Ci odiano tutte allo stesso modo. Se sapranno che abbiamo tentato di detronizzare
Quenataco, potrebbero accorrere in suo aiuto.
Allora  chiaro quello che dobbiamo fare, dichiar Scilla. Poich Quenataco  stato
avvertito, dobbiamo rimuoverlo dal comando prima che abbia la possibilit di rafforzare ulteriormente
la sua posizione. Non abbiamo tempo da perdere. Trenagaso deve diventare il nuovo re questa sera
stessa. Si volse a Figulo. Optio, tu e i tuoi uomini lo accompagnerete subito a Lindinis. Entrerete
dallingresso principale, lo scorterete alla sala reale al centro del villaggio e destituirete con la forza
Quenataco, in modo che il nuovo re possa sedersi sul trono. Cosconiano vi accompagner, con
unintera centuria.
Il prefetto tent di non sembrare allarmato. Si schiar la gola, a disagio. Ehm lo ritieni
saggio?, chiese, ansiosamente. Entrare con una sola centuria l dentro ci sono centinaia di nativi
furiosi.
Contadini e donne, perlopi, immagino, rispose linviato, soddisfatto. Rivolse un freddo
sorriso a Cosconiano. Non penso proprio che costituiranno un problema per i Batavi addestrati al tuo
comando, giusto? E poi, dobbiamo evitare di calcare troppo la mano con i nativi. Gli abitanti di
Lindinis gi mal sopportano la nostra presenza e dobbiamo evitare di agire in modo da provocare
unaperta ribellione. Uno sfoggio eccessivo di forza militare potrebbe portare i suoi sostenitori a fare
sciocchezze.
Il prefetto apr la bocca per protestare, ma Scilla lo interruppe.
Ti sto dando un ordine, nel mio ruolo di ufficiale rappresentante di sua altezza, limperatore
Claudio, e come tale mi ubbidirai.
Il prefetto rest immobile per un attimo, in silenzio e confuso, furioso allidea di sentirsi dare
degli ordini da un liberto. Poi ricord con chi stava parlando e i danni che quelluomo, fido consigliere
dellimperatore, avrebbe potuto causare alla sua futura carriera politica. Chin il capo. Come
desideri.
Molto bene. Dovrete attaccare soltanto chi vi attacca per primo, e usare soltanto la forza
necessaria. Non voglio che i tuoi uomini provochino una reazione da parte dei nativi. Scilla spost lo
sguardo su Figulo. Un sorriso malefico gli sfior le labbra. Cattura Quenataco vivo, se possibile,
optio. Una pubblica esecuzione del re deposto dovrebbe servire come avvertimento per qualunque altro
capo trib che consideri lidea di ribellarsi a Roma.
E se si rifiuter di farsi catturare?, domand Figulo.
Allora uccidilo, rispose Scilla in tono piatto. Serr le mani davanti a s. E ora, se  tutto,
suggerisco che entrambi prepariate i vostri uomini.  ora di liberarsi di Quenataco una volta per tutte.
...
.
...
Capitolo 9.
...
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...
Mentre la notte calava, i soldati lasciarono il forte e marciarono sul terreno fangoso che li
divideva da Lindinis. Figulo e i tredici sopravvissuti del distaccamento della Sesta Centuria furono
raggiunti dalla centuria di Batavi scelti tra i ranghi degli ausiliari e guidati dal prefetto Cosconiano. Era
stato raggiunto un compromesso con Scilla, e il resto della guarnigione era armato e pronto a
intervenire se fosse stato necessario. Trenagaso marciava dietro a Figulo e ai suoi uomini. Il re era
accompagnato dallunica guardia del corpo rimasta e da Ancasta, che non aveva voluto sentire ragioni
ed era decisa ad accompagnare il padre nel suo ritorno a Lindinis. Scilla aveva scelto di restare al forte,
dichiarando che aveva bisogno di tempo per scrivere il discorso del nuovo re per il giorno seguente e
per il banchetto, sebbene Figulo fosse convinto che linviato volesse rimanere a debita distanza
dallinsediamento, in caso i Romani incontrassero una strenua resistenza al loro tentativo di deporre
Quenataco.
Il terreno era inzuppato dacqua e rendeva difficile ai soldati mantenere il solito passo di
marcia. Mentre procedevano verso il villaggio, il respiro degli uomini si condensava in vapore davanti
ai loro volti. Una luna piena di un tenue arancione scintillava fioca nel cielo parzialmente coperto e
laria era immobile e avvolta nel silenzio, rotto soltanto dallo sciaguattio degli stivali nel fango e dal
basso tintinnio metallico delle loro protezioni.
Rullo not Figulo accigliarsi. A cosa stai pensando, signore?
Avrei dovuto mettere qualcosa sotto ai denti, al forte, rispose loptio. Sto morendo di fame.
Il veterano gett indietro la testa e scoppi a ridere. Stiamo per entrare in un villaggio pieno di
Durotrigi, che con tutta probabilit non desiderano altro che farci a pezzi, e tutto quello a cui riesci a
pensare  il cibo?.
Figulo alz le spalle. Non c niente di peggio che combattere a stomaco vuoto.
Punt lo sguardo sullinsediamento a sud. A un centinaio di passi di distanza cera il cancello
principale, affiancato da due torri di pietra. Quando si avvicinarono, un Britanno di guardia in una delle
torri not i soldati e diede lallarme. Figulo sentiva il cuore pulsare furioso dentro al petto. Aveva i
sensi acuti e i muscoli tesi. Sentiva quella strana energia nelle vene, un misto di eccitazione e timore,
che provava sempre prima della battaglia. Cosconiano si ferm e sollev una mano, a qualche passo
dallentrata, segnalando agli uomini di fermarsi. Poi invi un ausiliario che conosceva il dialetto locale,
perch parlasse con luomo nella torre. Dopo uno scambio teso, il Britanno grid di aprire le porte e
Figulo rest in riga dietro agli ausiliari, stringendo forte limpugnatura dello scudo e costringendo i
muscoli tesi a rilassarsi. Con la coda dellocchio, not Helva che fissava lentrata con unespressione
cupa, le mani che tremavano. Cerc di pensare a qualche parola di incoraggiamento per calmarlo.
Tranquillo, ragazzo. Ricordati che loro hanno pi paura di te di quanta tu ne abbia di loro.
Davvero?. Helva tent di trattenere il tremito nella voce, mentre diverse grida risuonavano
dallinterno del villaggio. Non mi sembra proprio, signore.
Figulo scosse la testa. Non dimenticarlo, siamo noi quelli che li abbiamo presi a calci in culo,
lestate scorsa. I Durotrigi potranno anche odiarci, ma sanno che possiamo sopraffarli. Possono urlare e
agitarsi quanto vogliono, ma non oseranno attaccarci.
Helva annu, incerto. Spero che tu abbia ragione, signore.
I cancelli cigolarono sui cardini e Cosconiano diede lordine agli uomini di entrare
nellinsediamento. Gli ausiliari avanzarono per primi, seguiti da Trenagaso e la sua scorta, con Figulo e
i suoi in coda alla colonna. I soldati guardavano davanti a loro con cupa determinazione, mentre
avanzavano su una strada principale piuttosto ampia, fiancheggiata da un mucchio di capanne, fienili e
stalle da entrambi i lati. Mucchi di escrementi animali si intravedevano allesterno delle casupole, il
loro fetore che appestava laria. Oche e galline si aggiravano libere per le strade, beccando ci che
trovavano. Alcuni degli abitanti fecero del loro meglio per ignorare i soldati, mantenendo lo sguardo a
terra mentre rientravano in fretta in casa chiudendosi la porta alle spalle. Altri si limitarono a fissare
Trenagaso. Qualcuno di loro lo insult dalle ombre dei vicoli, e Figulo riusc a sentire la tensione,
densa e pesante come una coperta.
Alla fine della strada fangosa che serpeggiava lungo linsediamento, loptio not un edificio pi
grande, dal tetto conico, con intorno una sua recinzione: la sala del capo trib. Una piccola folla di
Durotrigi infuriati si era radunata intorno alla struttura, uomini dallaspetto selvaggio vestiti di stracci,
che fissavano i soldati senza nascondere lodio che provavano.
Sembra che i sostenitori di Quenataco vogliano darci un caldo e amichevole benvenuto,
comment Rullo. Si port una mano allorecchio, mentre i Durotrigi scagliavano insulti ai soldati nella
loro lingua. Cosa stanno dicendo, signore?.
Figulo si accigli. Qualcosa sul fatto che siamo cani o figli di No, non  quello. Credo che
dicano che siamo figli di cani.
Rullo lo guard.
Forse figli di cagna?
Feccia!, sbott Bleso. Gliela far vedere io.
Fece per sguainare la spada, ma Figulo tese una mano e scosse la testa. No, Bleso! Non faremo
nulla che possa far inferocire i locali, ricordi?.
Il legionario scost con riluttanza la mano dalla spada e sput a terra. Stronzate, signore, se
vuoi il mio parere. A questa gentaglia farebbe bene un trattamento pi duro. Li rimetterebbe al loro
posto.
Figulo serr le labbra. Concordava in pieno con Bleso, ma linviato era stato chiaro e gli uomini
dovevano seguire i suoi ordini. Lo stato danimo dei nativi era ancora pi velenoso di quanto si fosse
aspettato: alcuni ringhiavano insulti contro il prefetto e i suoi uomini, mentre altri invocavano le loro
divinit straniere perch incenerissero i Romani l dove si trovavano. Qualcuno, in mezzo alla folla,
lanci una brocca di terracotta contro i soldati, e il contenitore si schiant contro lelmo di bronzo di
uno di loro, provocando un rauco urlo di trionfo da parte dei locali. Il Batavo colpito barcoll indietro,
stordito. Cosconiano grid agli ausiliari di procedere verso la sala reale senza cedere alle provocazioni
della folla. Figulo e Rullo serrarono i ranghi intorno a Trenagaso, gli scudi sollevati per proteggere il re
dagli oggetti lanciati. Luomo guardava fisso davanti a s, unespressione gelida sul volto, ignorando di
proposito le urla della folla che lo invitava a tornare a Narbona, mentre sua figlia marciava fiera al suo
fianco.
Gli uomini si fermarono di fronte allingresso della sala reale, in fondo alla strada. Quando si
avvicinarono, diverse figure robuste uscirono dalla struttura, i torsi muscolosi completamente nudi.
Brandivano con entrambe le mani delle lunghe lance e Figulo li identific allistante come le guardie
del corpo del capo trib. Fissarono in un minaccioso silenzio i soldati davanti a loro, poi si fecero da
parte. Un uomo pi alto, a quel punto, avanz verso il gruppo. Era avvolto in un mantello scuro, chiuso
su una spalla da una spilla doro sbalzato, mentre una spada lunga, con lelsa coperta da intricate
decorazioni, gli pendeva al fianco. Era lattuale capo dei Durotrigi. Trenagaso avanz, con Figulo e i
suoi, per fronteggiare Quenataco, mentre gli ausiliari si allargarono sulla strada, affiancando il re e il
suo seguito. Il capo incroci le braccia sul petto e fiss con disprezzo Trenagaso, gli occhi verdi che
scintillavano, come se un fuoco gli bruciasse dentro. Aveva gli avambracci coperti di tatuaggi colorati
che rappresentavano una divinit di quelle regioni, Cruach.
Trenagaso! Osi mostrare il tuo volto nel mio regno?, ringhi, con un gutturale accento nativo.
Poi strinse gli occhi, fissando Figulo. Vedo che ti sei fatto dei nuovi amici. Avrei dovuto immaginare
che saresti andato a strisciare ai piedi dei nostri nemici come un cane.  tutto quello che ci si pu
aspettare da un codardo, del resto.
Trenagaso si schiar la gola. Tent di parlare in tono chiaro e deciso, quando si rivolse al capo
trib. Quenataco, sono tornato a prendermi ci che  mio. Ordina alle tue guardie del corpo di cedere
le armi e ti prometto che non verr fatto alcun male a te e ai tuoi uomini.
Quenataco ridacchi senza allegria e sput a terra. Le promesse non valgono niente, quando
vengono pronunciate da un cane che si  venduto ai Romani. Accenn alla folla. Guardati intorno,
Trenagaso. Io sono il vero capo di questa gente, ora. Acclamano il mio nome, non il tuo. Saresti dovuto
rimanere in esilio, a studiare la tua amata poesia greca. Non appartieni pi a queste terre.
Io sono il re!, esclam Trenagaso, scuotendo un pugno contro lavversario.  mio diritto di
nascita. I miei antenati hanno regnato per secoli su queste terre. Le tue pretese sono insensate. Mi hai
scacciato con la forza tu, e quei druidi traditori.
Quenataco contorse il volto in un ringhio malefico. E che differenza c tra loro e i tuoi nuovi
amici, Trenagaso? I Romani hanno invaso le nostre terre, catturato e ucciso i nostri capi e imposto le
loro usanze. A chi ha osato opporsi alla loro avanzata, come Carataco, viene data la caccia come una
bestia. Chi ha scelto di mettersi dalla loro parte  diventato un patetico leccapiedi, e non ha pi potere
n dignit, come quellidiota di Cogidubno.
Trenagaso scosse la testa. I Romani portano lordine, e una vita migliore. Ho visto con i miei
occhi a Narbona quello che hanno fatto per la gente, l. La nostra trib star meglio, sotto linfluenza di
Roma.
Quenataco sbott di colpo, con rabbia: Menzogne! Soltanto menzogne! Sei un traditore del tuo
popolo, Trenagaso, peggiore della feccia romana a cui ti accompagni, eppure osi tornare qui insieme ai
nostri nemici giurati, esigendo di riavere il potere. Cruach mi sia testimone: questa gente non ti
accetter mai come suo capo, proprio come io non mi arrender mai a te!.
Il re sembr non sapere cosa rispondere. Ancasta si fece avanti, rivolgendosi a Quenataco al suo
posto. Arrenditi subito, ordin, indicando Figulo, o giuro su tutti gli di che questi uomini ti
deporranno con la forza.
Il capo si ricompose in fretta e fiss la figlia di Trenagaso con un misto di divertimento e odio.
Non penso proprio, donna.
Io sono il vostro re!, scatt Trenagaso, avvampando in volto, e Figulo cap che stava
perdendo la pazienza. Ho dalla mia parte lautorit imperiale di sua maest limperatore Claudio. E tu
coshai, Quenataco? Qualche sostenitore ignorante!.
Quenataco sorrise sarcastico allaltro re, ma non rispose. In quel momento, una figura usc dalle
ombre della sala reale e si affianc al capo trib nativo. Era un uomo vestito di una lunga tunica scura e
sfoggiava una folta barba incolta, mentre la lunga capigliatura arruffata era legata in una coda di
cavallo sulla nuca. Figulo prov un lampo di improvviso terrore, rendendosi conto di guardare in faccia
un druido. Lo vide fermarsi al fianco del capo e fulminarlo con i duri occhi grigi. Il druido si gir di
scatto e sussurr qualche parola al capo. Quenataco annu, per poi sguainare la spada e sollevarla al
cielo, levando il grido di guerra dei Durotrigi a pieni polmoni.
Rullo si accigli. Chi diamine sta chiamando?.
Prima che Figulo potesse rispondere, un grosso gruppo di Britanni usc dalle capanne da
entrambi i lati della strada, caricando i soldati, in risposta al segnale del capo. Loptio si volt per
fronteggiare i nemici in avvicinamento. I Durotrigi brandivano armi e attrezzi e urlavano allunisono
mentre attaccavano gli ausiliari colti di sorpresa, e Figulo cap, con un lampo dorrore, che i soldati
erano finiti in una trappola mortale.
Restate ai vostri posti!, url Cosconiano. Sollevate gli scudi e serrate i ranghi!.
I Batavi si affrettarono a dividersi in due linee, mettendosi in formazione e sollevando gli scudi
ai due lati della strada, per affrontare i nativi in arrivo. Un uomo si gett contro Trenagaso,
allungandosi in affondo con la spada. La guardia del corpo del re si frappose tra lui e il Britanno,
prendendosi il colpo in pieno petto e sacrificandosi per salvare luomo che aveva giurato di proteggere.
Trenagaso fiss con orrore la guardia stramazzata a terra, prima che Cosconiano lo strattonasse
indietro, in mezzo alle due linee di ausiliari. Nello stesso momento, un altro uomo tent un fendente
contro Ancasta, che evit agilmente lattacco. Figulo si lanci avanti e abbatt lavversario con un
colpo di scudo. Poi afferr per un braccio la ragazza e la spinse verso i ranghi degli ausiliari. Lei si
ferm solo per un attimo, per piegarsi a raccogliere la spada del nativo privo di sensi.
Uno sciame apparentemente infinito di avversari usc dalle ombre, lanciandosi contro gli
ausiliari. Gli uomini di Cosconiano si abbassarono dietro gli scudi, tenendo lontani i Durotrigi con
qualche occasionale affondo di spada. Laria era piena del secco clangore delle rozze armi dei nativi
che si abbattevano sui robusti scudi dei Romani. Sopra a tutto quel caos, Figulo sent il druido intonare
strane parole, intimando ai Durotrigi di non fermarsi finch lultimo dei Romani presenti non fosse
morto. Il muro di scudi degli ausiliari reggeva, ma il numero di avversari che si accalcava contro di loro
rendeva impossibile disimpegnarsi dallattacco. Figulo vide un Britanno strappare lo scudo a un Batavo
ferito. Diversi nativi si allungarono ad afferrare il soldato disperato, strappandolo urlante ai compagni
prima di sparire sotto una pioggia di colpi.
Merda!, sbott Bleso, rivolto a Figulo, mentre indicava la strada. Signore, i cancelli!.
Figulo si gir. Sent i muscoli irrigidirsi per il raccapriccio, quando vide un gruppo di abitanti
del villaggio che chiudevano le porte bloccandole con una sbarra e intrappolando i soldati allinterno
dellaccampamento. Cosconiano e i suoi non si erano ancora resi conto della trappola: erano troppo
occupati a tenere indietro gli avversari che si lanciavano contro i loro scudi. Figulo digrign i denti.
Ora che le porte erano chiuse, i rinforzi della guarnigione non sarebbero riusciti a raggiungerli l dentro.
Nel frattempo, i nativi avrebbero potuto abbatterli a volont. A meno che quei cancelli non fossero stati
in qualche modo riaperti, lintero gruppo rischiava di essere sopraffatto. Si gir verso Rullo.
Dobbiamo aprire quelle porte, dichiar, con la voce pi calma che gli riusc di trovare.
Altrimenti, i rinforzi non potranno raggiungerci. Se restiamo qui, verremo sopraffatti.
Rullo annu. Entrambi sapevano che i rinforzi dovevano gi essere in viaggio per raggiungerli.
Le sentinelle del forte avevano lordine di osservare la situazione nel villaggio e sicuramente avevano
dato lallarme appena le porte erano state serrate. Il veterano sorrise cupamente. Era ora che dessimo
una lezione a questi bastardi.
Figulo radun i suoi uomini. Quando si fu assicurato che Trenagaso e Ancasta fossero al sicuro
dietro ai ranghi degli ausiliari, si gir e torn indietro lungo la strada, correndo veloce quanto glielo
permettevano le gambe stanche, mentre larmatura e lequipaggiamento gli pesavano sulle larghe
spalle, le dita serrate sullelsa della spada. Era deciso a raggiungere le porte prima che il gruppo di
nativi potesse capire cosa stava succedendo. La vita dei suoi compagni, e anche il destino della
provincia, dipendevano da quello.
Un grosso Britanno coperto di tatuaggi not loptio e si spost per tagliargli la strada. Stringeva
in mano una mazza chiodata e fece per brandirla contro Figulo. In un attimo, il giovane Gallo scatt in
avanti, sbattendo lumbone dello scudo contro la faccia dellavversario e rompendogli il setto nasale.
Luomo url di dolore e croll indietro, la mazza che scivolava al suolo mentre si afferrava il volto
coperto di sangue. Figulo lo sgozz prima che potesse rialzarsi.
Uno dei Britanni alle porte sent lurlo di dolore del compagno e alz lo sguardo. Vedendo
Figulo e i suoi uomini, avvert i compagni. Tutti si girarono ad affrontare i Romani, caricandoli
allistante. Quelli che brandivano delle spade le sollevarono alte. Gli altri erano armati di falci, roncole
e mazze.
A me!, tuon il Gallo, correndo verso la porta.
Gli uomini della Sesta Centuria lo seguirono e caricarono a loro volta i Durotrigi, con gli scudi
sollevati e pronti a trafiggere i punti esposti dei nemici con il gladio da legionari. Gli avversari erano
schiacciati tra le porte chiuse e i Romani, e reagirono con pi fervore del solito, nonostante le armi
improvvisate. Figulo sent un ansito di dolore alla propria destra e si guard alle spalle, vedendo un
Britanno che aveva trapassato con la spada lo scudo di un legionario, conficcandogli la punta nella
gola. Il soldato si scosse con violenza mentre lacciaio gli si piantava nel collo, per poi crollare in
ginocchio, con una silenziosa maledizione contro il nemico, mentre il sangue schizzava dallampia
ferita alla gola e inondava larmatura e la tunica al di sotto.
Figulo continu a combattere, facendosi strada tra i nativi di guardia di fronte alle porte. Un
Britanno armato di falce era fermo davanti al pesante supporto che teneva ferma la sbarra del cancello.
Luomo mostr i denti e lo attacc con la lunga lama ricurva, puntando in basso, dritto davanti a s, in
un colpo diretto e violento. Il Gallo vide la falce brillare sotto la fioca luce bluastra del tramonto
invernale e abbass lo scudo, deviando lattacco. Lo scudo trem, quando la lama ne colp il bordo
metallico. Il Britanno grugn e tent ancora di colpirlo, questa volta mirando al collo. Figulo si abbass
di scatto, schivando ancora il fendente. La lama gli manc la testa di pochi pollici, mentre il metallo
sfiorava sibilando la cresta del suo elmo. Poi scatt avanti, colpendo il nemico con lo scudo e
gettandolo a terra. A quel punto, loptio si risollev in piedi e gli piant la spada nello stomaco.
Luomo emise un profondo ringhio di dolore, mentre la punta del gladio gli si piantava nel ventre,
tranciandogli le viscere. Figulo si guard intorno, e vide che i suoi compagni avevano rapidamente
sopraffatto gli altri Britanni, perdendo solo due uomini.
Aprite quelle maledette porte!, tuon.
Alla sua sinistra, Helva lasci lo scudo e corse verso la sbarra che chiudeva i cancelli. Il
giovane legionario mugol per lo sforzo, rimuovendo il pesante tronco di legno dal suo supporto. Bleso
e Rullo afferrarono le porte e le robuste assi di legno cigolarono con forza mentre venivano aperte
verso linterno. Figulo riusc a sentire le voci dei Batavi dallaltra parte della palizzata, che incalzavano
i compagni allinterno perch aprissero le porte e permettessero loro di scontrarsi col nemico. Non
appena una stretta fessura si apr nelle porte, i primi rinforzi si riversarono allinterno, correndo lungo
la strada per raggiungere Cosconiano. Centinaia di ausiliari presero ad attaccare senza piet i primi
Britanni che incontrarono. Quelli che avevano attaccato fino a quel momento gli uomini del prefetto si
ritrovarono improvvisamente tra due gruppi di ausiliari, e non avevano di sicuro molte possibilit,
contro i Batavi desiderosi di vendicare i loro compagni massacrati.
Mentre la battaglia volgeva a loro favore, Figulo vide Quenataco che osservava la scena dalla
posizione sopraelevata di fronte alle grandi porte di quercia della sala reale. Le sue guardie del corpo
cercavano di farlo arretrare, implorandolo di ritirarsi. Ma luomo continuava a scacciarli e restava in
piedi, sprezzante, accanto al druido.
Il capo!, grid Figulo, indicandolo ai suoi. Catturate il capo!.
Prendendo un profondo respiro, il giovane optio si lanci avanti, puntando verso la sala reale. I
Britanni erano ormai in rotta, intenti a lottare per la vita in gruppetti disperati in mezzo al villaggio, e
Figulo li super, correndo nel dedalo di capanne, il cuore che batteva forte nel petto. Not Ancasta al
fianco del padre, mentre trapassava un Britanno ferito con la sua spada. Lo scontro si stava rapidamente
tramutando in un massacro. Rivoli di sudore gli scorrevano sulla fronte, inzuppando il tessuto
allinterno dellelmo. Alle sue spalle sentiva lansito affannato dei sopravvissuti della Sesta Centuria,
mentre i loro stivali risuonavano sul terreno fangoso della strada e il fodero della spada sbatteva con un
tintinnio metallico contro il loro fianco.
Le guardie di Quenataco si girarono di scatto e li caricarono in un ultimo disperato tentativo di
proteggere il loro capo. Quenataco si lanci su Figulo, le vene gonfie sui muscoli possenti del robusto
avambraccio, mentre lintero corpo delluomo fremeva di indignazione, e la luce fioca delle torce
accese davanti alla sala reale rivelava la smorfia furente sul suo volto pieno di cicatrici. Il capo trib
lanci un ruggito selvaggio, per poi mirare con la lunga spada celtica alla gola delloptio, in una brutale
combinazione di forza e velocit. Figulo par laffondo con lo scudo sollevato, deviando la lama
allultimo istante, per poi arretrare proteggendosi dietro di esso. Il capo grid furioso, mentre le sue
guardie ingaggiavano gli altri Romani in duello, tenendoli indietro con le lance e impedendo loro di
usare le corte spade. Quenataco si strapp il mantello, rivelando un torso muscoloso e pieno di segni.
Poi ringhi, sputando a terra davanti a Figulo.
Feccia romana!, sibil, nella sua lingua.
Vieni a prendermi, gli rispose il giovane optio nello stesso idioma.
Il capo si raddrizz e strinse gli occhi scintillanti sullavversario, sorpreso. Poi scosse la testa e
caric di nuovo il Gallo, mirando in basso, verso linguine dellavversario. Figulo, che aveva previsto
lattacco, lo devi muovendo lo scudo in un ampio arco davanti a s. La punta della spada tintinn
rimbalzando sullumbone e punt alla destra delloptio, mentre la violenza del colpo portava Quenataco
avanti di un mezzo passo, esponendo per un attimo il suo torso. Figulo si abbass di scatto e mir alla
gamba del capo, non volendo ucciderlo ma solo metterlo fuori combattimento, come gli era stato
ordinato. Quenataco sibil tra i denti, quando la spada dellavversario gli apr una profonda ferita nella
coscia.
Con enorme sorpresa delloptio, il capo rest in piedi e continu a combattere nonostante il
dolore, portando un violento fendente contro lo scudo del Gallo, con tale forza da fargli tremare
limpugnatura in mano. Rapido come un fulmine, Quenataco attacc ancora, con un calcio della gamba
sana alla base dello scudo di Figulo, in modo da farlo spostare in avanti. Loptio sent la presa
indebolirsi. A quel punto, il Britanno serr le dita sul bordo metallico dello scudo e lo stratton ancora
pi avanti, per poi colpire con forza il lato dellelmo dellavversario con il pomo della spada. Figulo
non vide pi nulla per un attimo, mentre il sapore ferroso del sangue gli riempiva la bocca. La spada gli
scivol via di mano, e poi sent Quenataco strappargli anche lo scudo.
E ora sei mio!, ringhi, i lineamenti contorti in un ghigno selvaggio, rivolto allavversario
inerme.
Si gett contro Figulo, ma, in quello stesso istante, loptio si lanci a sinistra, rotolando oltre
lavversario e recuperando la spada caduta. Serrando le dita intorno allelsa, si sollev sulle caviglie e
colp con forza la schiena del capo con il pomo del gladio. Si ud uno schianto secco, come quello di un
ramo spezzato, e Quenataco gemette, lasciando cadere la spada. Si pieg in due, e Figulo lo colp con
un calcio, rovesciandolo a terra e facendolo crollare supino. Quenataco lo guard dal basso, sbattendo
le palpebre.
 ora di dormire, ringhi Figulo.
E poi lo colp in pieno volto con il pomo della spada. Quenataco grugn, rovesciando gli occhi e
piombando nellincoscienza. Intorno a Figulo, le ultime guardie del capo si arresero, vedendo che
luomo che avevano giurato di proteggere era stato catturato. Uno o due cercarono di fuggire, ma Bleso
guid gli uomini allinseguimento e furono abbattuti prima che potessero scappare attraverso la sala
reale. Figulo si rialz lentamente in piedi e riprese fiato. Lo scontro si concluse in pochi istanti, quando
la notizia della cattura di Quenataco si sparse per linsediamento, e perfino i suoi pi fedeli sostenitori
capirono che ormai i giochi erano finiti. La maggior parte di loro gett le armi improvvisate e si arrese
ai Batavi. Pochi temerari si girarono e fuggirono, sperando di nascondersi tra le capanne. Gli altri
furono giustiziati in un lampo di lame dacciaio. Quando lultimo uomo croll morto, un senso di
sinistra immobilit cal sui vicoli di Lindinis, e il battito furioso nelle orecchie di Figulo cancell i
gemiti dei feriti e il lieve soffio del vento serale.
Era finita, si disse loptio. La missione era stata portata a termine.
Sbatt le palpebre per allontanare il sudore bruciante dagli occhi e guard Rullo. I due si
scambiarono unocchiata consapevole, pensando esattamente la stessa cosa. Ma solo Figulo la disse a
voce alta.
Dannazione c mancato poco.
...
.
...
Capitolo 10.
...
.
...
Pi tardi, quella sera, Figulo fu convocato presso gli alloggi dellinviato imperiale. Il sole era
tramontato e lorizzonte bruciava di un fuoco arancione, contro cui si stagliavano le sagome nude di
alberi lontani. I feriti venivano trasportati dai barellieri attraverso la porta est del forte per essere
condotti allinfermeria e attendere che il medico della struttura si occupasse di loro, insieme al suo
piccolo gruppo di assistenti. Faticavano a stare dietro a tutti gli uomini che avevano bisogno di loro, e
facevano del loro meglio per prendersi cura di coloro che si sarebbero salvati, e aiutare i moribondi nel
loro doloroso passaggio. Un inserviente passava tra le brande, controllando la gravit di ogni ferita e
appuntando su una tavoletta di cera se luomo in questione doveva essere curato prima degli altri o
poteva attendere ancora.
I gemiti e i lamenti che venivano dallinfermeria fecero rabbrividire Figulo, che borbott un
basso ringraziamento agli di per non aver perso altri dei suoi uomini. Si accigli, tuttavia, subito dopo,
vergognandosi di quel pensiero. Gli ausiliari avevano pagato un prezzo terribile per aiutare a
sconfiggere Quenataco ed evitare lo scoppio di una ribellione contro Roma. Le loro azioni potevano
aver evitato un vero e proprio disastro, anche se il loro coinvolgimento in quella sanguinosa
scaramuccia non sarebbe certo finito nelle future cronache degli storici.
Mentre loptio lasciava la caserma, not i prigionieri che avevano catturato, in ginocchio sul
campo daddestramento. Avevano polsi e caviglie legati e tenevano il capo chino e le spalle incurvate.
Dovevano essercene almeno una quarantina. Troppi per poterli sistemare nella piccola prigione del
forte. I centurioni avevano ventilato la possibilit di costruire una struttura temporanea per i prigionieri
al di fuori del forte. Quenataco era trattenuto in una cella privata adiacente al quartier generale, lontano
dai suoi fedeli seguaci, in attesa di essere interrogato.
Figulo trov Scilla in una stanza comoda allinterno del quartier generale. Un tappeto di pelle
dorso offriva un minimo di conforto dal gelo della fredda notte invernale, e loptio si ritrov a
guardare con invidia la scodella di stufato fumante in bella vista sulla scrivania. Linviato gli indic
uno sgabello di fronte al tavolo. Sembrava di buonumore e vers il vino in due coppe, una delle quali
porse a Figulo.
Falerno, puntualizz. Quello buono. Viene dalle scorte del prefetto. Sorrise ampiamente e
propose un brindisi. Le mie congratulazioni, optio. Quenataco  stato deposto e catturato. Ora siamo
liberi di mettere Trenagaso a capo dei Durotrigi. Alla fine, tutto  andato secondo i piani.
Immagino di s, replic Figulo, asciutto, fissando il vino nella coppa e pensando agli uomini
che aveva perso in un solo giorno di combattimenti. Tre erano morti nellagguato fuori Lindinis. Altri
due per riconquistare le porte. Cerc di consolarsi con la consapevolezza che se lui e i suoi non
avessero riaperto quei cancelli, le perdite sarebbero state decisamente pi alte. Lanci uno sguardo
allinviato, assaggiando un sorso di vino.
Questo significa che possiamo tornare a unirci alla Seconda?, domand.
Scilla pos il calice e fece una smorfia. Temo di no. Qui ci sar bisogno di te e dei tuoi
uomini, almeno per un po. Incontr lo sguardo perplesso delloptio e sorrise ancora. Trenagaso ha
bisogno di guardie del corpo, visto che i suoi uomini sono stati uccisi nellagguato. E ho deciso che tu
sei adatto allo scopo.
Perch io?, volle sapere Figulo.
Perch tu?, ripet Scilla. Hai salvato la vita al re, questoggi, ecco perch. E non una volta,
ma due. Chi meglio di te potrebbe garantire la sua sicurezza? Sono certo che svolgerai questo compito
alla perfezione.
Ci sono molti nativi che possono essere addestrati per questo, obiett loptio.
Ah, ma non potremmo mai fidarci di nessuno di loro come possiamo fidarci di te, optio.  un
po come le guardie germaniche dellimperatore.  ironico pensare a quanti capi non si fidino dei loro
compatrioti, quando si tratta di proteggerli. Scilla rigir la coppa di vino tra le mani, apprezzandone il
calore, mentre studiava con attenzione il Gallo. Figulo tent di mascherare lirritazione che provava.
Aveva sperato di poter riposare per qualche giorno a Lindinis per poi riunirsi alla Seconda Legione. E
adesso sembrava che invece avrebbe trascorso lintero inverno in quellangolo miserabile della
provincia. Linviato continu: Tuttavia, c un motivo pi pressante per cui c bisogno che tu resti
qui.
Quale?.
Scilla prese un altro sorso di Falerno, assaporandone il gusto. Figulo lo butt gi come fosse
acqua. Non sapeva riconoscere le differenze tra i vini, comunque, e in ogni caso riteneva che chi diceva
di saperlo mentiva per vantarsi.
Quel druido che abbiamo arrestato nel villaggio. Ho fatto in modo che uno degli uomini di
Cosconiano gli sciogliesse la lingua. E ci ha offerto delle informazioni preziose. Le labbra gli si
piegarono in un sorrisetto maligno. La tortura  uno strumento eccezionale. Alla fine, riesce a piegare
perfino il pi testardo dei nostri nemici.
E questo cosa ha a che fare con la scelta che sia io la guardia del corpo di Trenagaso?.
Scilla incroci le magre braccia sul petto. Il druido ci ha messi a conoscenza di una congiura
per assassinare Trenagaso. Secondo lui, una setta segreta che si fa chiamare la Fratellanza della Luna
Nera, sta organizzando lattacco. Ne hai mai sentito parlare, optio?.
Figulo sporse le labbra, tornando con la mente a Vectis e al comandante dei druidi che aveva
guidato lattacco contro il villaggio in cui lui e una cinquantina di uomini della Sesta Centuria
dovevano supervisionare uno scambio di prigionieri. Dopo il sanguinoso scontro, il druido era riuscito
a scappare, ma non prima che Figulo notasse il tatuaggio sulla sua fronte, una mezzaluna nera. Era il
marchio di una setta di druidi, la stessa che linviato aveva appena nominato, i cui membri erano
sacerdoti fanatici che incitavano i nativi a ribellarsi contro gli oppressori romani. Annu e lasci che
Scilla continuasse.
Pensavamo che la Fratellanza della Luna Nera fosse stata sradicata durante la marcia di
Vespasiano attraverso il regno. Ma, secondo il nostro prigioniero, i druidi ancora vivi si sono riuniti
sotto un nuovo capo. Un giovane sacerdote di nome Calumo. I suoi seguaci lo chiamano il Sacerdote di
Sangue. Probabilmente perch usa offrire i suoi nemici in sacrificio agli di.
Mentre se ne stava l nella stanza dellinviato, Figulo inizi a sentire un crescente senso di
disagio che lo tormentava come un coltello piantato nelle viscere. Prima il druido che avevano catturato
a Lindinis. Ora quei discorsi sulla Fratellanza della Luna Nera di nuovo in azione, e poi la menzione di
un nuovo giovane druido che li guidava. Quel luogo aveva unanima nera, consider loptio, un senso
di minaccia che scorreva molto pi in profondit di qualunque altro posto che avesse visitato in
Britannia. Scosse la testa per scacciare quellinquietante pensiero, mentre Scilla continuava, annusando
il suo vino.
A quanto pare, Calumo ha costruito la sua influenza nella regione senza clamore. Questo
spiegherebbe perch i nostri amici batavi sono cos nervosi. Sono stati sulle spine, negli ultimi mesi, a
scambiarsi storie dellorrore sui druidi. In particolare, sulla loro abitudine di torturare in modo orribile i
soldati abbastanza sfortunati da essere catturati vivi.
Gli ausiliari possono anche essere nervosi, sbuff Figulo, in tono burbero, ma i druidi non
mi spaventano.
Linviato rispose inarcando un sottile sopracciglio. Quel gruppo di vecchi sciocchi che si
aggrappano alla loro religione? Spero proprio di no. Tuttavia, dobbiamo considerare con attenzione
ogni minaccia contro di noi. Calumo, a quanto pare, ha predetto la fine delle nostre ambizioni in
Britannia, e per questo sta incitando i suoi seguaci a uccidere Trenagaso.
Figulo si gratt una guancia, ripensando allinizio della giornata. Quei predoni che ci hanno
teso un agguato questa mattina stavano eseguendo gli ordini del druido?
Secondo il prigioniero, s. E da quello che mi ha detto, il fallimento di quel tentativo non
impedir loro di riprovarci. Anzi, ha affermato che si stanno gi preparando al prossimo attentato.
Dunque il re non sar mai al sicuro?
Per un po, no di certo, ammise Scilla. E fino a quel momento, dovremo tenere in seria
considerazione questa minaccia. I druidi sono fanatici che faranno qualsiasi cosa pur di raggiungere i
loro scopi.
Mi sembra giusto, borbott Figulo.
Ed  per questo che voglio che tu e i tuoi uomini siate le guardie del corpo di Trenagaso. La
natura della minaccia e limportanza del bersaglio richiedono uomini ben addestrati per proteggerlo,
non i soliti vecchi guerrieri o gladiatori in pensione che cercano una paga facile. Dovrete proteggere il
re e restare sempre al suo fianco, almeno finch non avremo scoperto dove si nasconde Calumo, con il
suo esercito di druidi, per poterli schiacciare.
Figulo si sent sprofondare. Avrebbe dovuto trascorrere linverno in quel luogo desolato e
remoto, ben lontano dai bordelli e dalle taverne di Calleva. Era una prospettiva deprimente. Peggio
ancora, avrebbe dovuto trascorrere ogni istante della sua giornata alle costole di un rigido re fantoccio
disprezzato da tutti i compatrioti che avevano supportato Quenataco. Non riusciva a pensare a nulla di
peggiore. Del resto, non poteva rifiutarsi di obbedire a un ordine dellinviato imperiale. Con un sospiro
profondo, annu e si rassegn a passare un orrendo inverno a Lindinis.
Che ne sar dei miei uomini?, domand.
Devono restare anche loro, se  questo che chiedi. Tre gruppi di quattro uomini controlleranno
Trenagaso giorno e notte. Addestreremo i locali come guardia del corpo permanente, quando sapremo
di chi di loro potremo fidarci. Sar anche un modo per controllare gli abitanti del villaggio. Anche dopo
lo scontro e gli arresti di questa sera,  inevitabile che qualcuno dei seguaci di Quenataco sia riuscito a
sfuggirci. Vorranno vendicarsi, e proporsi come guardia del corpo del re potrebbe essere un modo per
avvicinarsi abbastanza a Trenagaso da ucciderlo.
Figulo annu seccamente. Quando cominciamo?
Domattina. Il vostro primo compito sar proteggere Trenagaso durante il suo discorso ai
compatrioti come nuovo re. Al discorso seguir un banchetto per celebrare la sua ascesa al trono, e
saranno presenti i capi dei villaggi vicini. Trenagaso spera di trovare un giovane capo a cui dare in
sposa la figlia, cos da estendere la sua influenza. Tu e i tuoi uomini sarete al fianco del re per tutta la
cerimonia. Un pensiero sembr attraversargli lo sguardo. A proposito. Dovremmo occuparci di
cancellare i segni dello scontro di questa sera, prima.
Figulo lo ascolt in silenzio. Gi immaginava che il suo non sarebbe stato un compito facile.
Proteggere un nuovo odiato re in occasione dei falsi festeggiamenti per il suo ritorno, il giorno dopo
che il popolo si era opposto ferocemente alla deposizione del capo precedente Ci sarebbero potuti
essere pericoli in ogni angolo, e non solo da parte dei druidi della Luna Nera. Proteggere Trenagaso era
una prospettiva da incubo. Il giovane irrigid i muscoli del collo e attese che Scilla lo congedasse.
Domani inizieremo a trasformare questa trib selvaggia in un nuovo alleato di Roma,
dichiar linviato, riprendendo la coppa di vino. Mi aspetto che tu protegga il re a ogni costo, optio. Il
futuro di questa provincia non  ancora assicurato, n lo sar finch Lindinis non sar romanizzata. E
questo vuol dire che Trenagaso dovr compiere molti cambiamenti, alcuni dei quali non saranno affatto
popolari, e per questo si far senzaltro dei nemici. Ma se tu non dovessi riuscire a proteggerlo, la
nostra speranza di assicurarci lalleanza dei Durotrigi andrebbe in frantumi. Perderemmo il controllo di
queste terre e liniziativa tornerebbe nelle mani di Carataco. A quel punto, sar in grado di piantare un
cuneo nel cuore della provincia, e questo  il tipo di colpo da cui Roma difficilmente si riprenderebbe.
Comprendi?. Figulo annu.
Bene, perch se mi deluderai, posso assicurarti che non rivedrai mai pi la tua amata Seconda Legione.
...
.
...
FINE.